Balneari in presidio a Roma contro le aste
Protesta choc anti Bolkestein: comprano una pagina su Repubblica per pubblicare il loro epitaffio
MASSA
Una distesa di croci. E un epitaffio dedicato alle «imprese balneari familiari» con data di nascita e morte (presunta): 1825-2016. Arriva il giorno della protesta e dell’incontro con il Governo a Roma e i balneari acquistano uno spazio pubblicitario con un immagine “shock” sull’edizione di “Repubblica”. E sempre nella giornata di ieri il presidente del comitato per il salvataggio delle imprese del Turismo Emiliano Favilla ha scritto una lettera ai ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero parlando di «vergogna» per l’esclusione dei balneari dal tavolo delle trattative e denunciando la mancata autorizzazione per la manifestazione in via della Stamperia.
Ieri la prima delegazione di balneari - oggi nella Capitale arriveranno centinaia di rappresentanti di categoria - è arrivata a Roma, accolta dalla notizia dell’esclusione dal tavolo sulle aste tra le parti sociali e i ministri. A scaldare gli animi anche la decisione del questore di Roma di non autorizzare il presidio. Così Favilla ha scritto la sua missiva: «È una vergogna, il comitato rappresenta la stragrande maggioranza dei balneari e ha chiesto da tempo di partecipare all’incontri». Favilla ha anche protestato per il provvedimento deciso dal questore che non ha autorizzato il presidio: «Solo 30 persone potranno arrivare in via della stamperia - protesta Favilla - così si limita il diritto costituzionale di manifestare». La lettera dei parlamentari versiliesi Manuela Granaiola e Massimo Baldini ha fatto sì che una delegazione dei balneari venisse ammessa all’incontro con i ministri. Favilla ha anche detto che il presidio si terrà comunque. Durante la protesta i balneari indosseranno le magliette rosse con la scritta salvataggio, il loro scopo è vedere escluse le piccole imprese familiari dalle aste. La data per l’avvio delle aste dovrebbe essere il 2016. Ormai da più parti si considera inevitabile il ricorso alle “evidenze pubbliche”. Resta da capire quanto dureranno le nuove concessioni e se gli attuali proprietari avranno diritto a una qualche forma di prelazione e di indennizzo .
Gabriele Dini
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