Finanza
Regione e Delvino: ancora guerra
Buco dell’Asl: Firenze impugna l’ordinanza del giudice sul reintegro del direttore
MASSA
È passato oltre un anno, ma il buco nel bilancio dell’Asl apuana rimane tema d’attualità. E non solo per la relazione conclusiva della commissione parlamentare d’inchiesta. Ieri, infatti, una nuova tappa nella “battaglia” che vede schierati, su fronti opposti, la Regione e l’ex direttore generale Antonio Delvino. Firenze, infatti, ha presentato reclamo contro l’ordinanza del giudice del lavoro Augusto Lama.
Quell’ordinanza, emessa lo scorso 11 ottobre, ad un anno esatto dal commissariamento dell’Asl 1, reintegra Delvino. Per il giudice le dimissioni sono state rassegnate sotto pressione. Così ad ottobre Delvino torna direttore generale, anche se per poche ore perchè la sera dello stesso giorno, dopo un lungo confronto con i suoi legali, la Regione lo licenzia. Con un decreto firmato dal presidente Enrico Rossi.
Ma Firenze va avanti e presenta, appunto, il reclamo al collegio composto dai giudici Agostini, Dragotto e Tabacchi. E muove contestazioni.
Gli argomenti centrali sarebbero due: Delvino ha responsabilità in quanto accaduto e il suo rapporto con la Regione non può essere considerato come quello di un lavoratore subordinato. Per il giudice Lama, infatti, seppur non formalmente, Delvino avrebbe svolto - così si legge nell’ordinanza - attività subordinate attenendosi ad orari, indicazioni e programmazioni regionali.
Ieri mattina il reclamo al tribunale di Massa. La battaglia per altro va avanti anche su un altro fronte, quello amministrativo. Roberto Valettini, avvocato di Delvino, infatti, ha impugnato di fronte al Tar il decreto del presidente Rossi che dispone il licenziamento di Delvino . E oggi potrebbe arrivare la pronuncia del collegio che ieri si è riservato un’analisi accurata degli atti prima di decidere se accogliere o respingere il reclamo.
Insomma, ad un anno e mezzo quasi dallo scandalo Asl la partita è ancora tutta aperta. Senza dimenticare che sono in corso le indagini della Procura per accertare le responsabilità nel disavanzo da 300 milioni di euro nei conti dell’azienda sanitaria.
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