Finanza
Da Latina a Carrara il coraggio delle donne
Ospite del Biscottificio Dogliani l’operaia simbolo della Tacconi Sud, azienda in assemblea permanente: le due esperienze protagoniste di un documentario
CARRARA. Il coraggio e l'umanità delle donne in scena al Biscottificio Piemonte dei fratelli Dogliani. La storica azienda di Avenza, già promotrice della rassegna culturale estiva "Donna, Anima e Corpo", ha ospitato ieri Rosa Giancola, 44 anni, operaia dell'industria tessile Tacconi Sud di Latina.
Drammatica l'esperienza della donna, che, insieme a 28 compagne, ha scelto di attuare un'assemblea permanente, nel gennaio 2011, nella propria fabbrica di fronte alla prospettiva del licenziamento di massa. «Dopo avere lavorato per vent'anni a contatto con i vertici della nostra azienda - ha spiegato la Giancola - un telegramma, il 22 dicembre 2010, annunciava la chiusura dell'azienda, già da tempo in difficoltà economiche, con conseguente licenziamento in tronco».
Una cosa inaccettabile, a detta della Giancola, non solo per il mancato pagamento degli ultimi stipendi (dall'ottobre 2010) e per il rifiuto di discutere le prospettive future del personale impiegato, ma anche per il modo in cui è stata comunicata. «Anni ed anni di lavoro, gomito a gomito sono stati cancellati in un attimo, con una decisione calata dall'alto». Proprio durante il presidio, le operaie hanno visto il documentario "La Fabbrica che pensa" delle dottoresse Gianna Mazzini e Giovanna Galletti, prodotto nella scorsa edizione di "Donna, Anima e Corpo", facendo maturare in loro il desiderio di conoscere la realtà dell'azienda Dogliani.
L'idea di effettuare un collegamento è stata poi di Federica Miraglia e Mara De Longis del Centro Studi Angelo Tomasini di Latina, che hanno contattato una casa di produzione cinematografica, la Maga Production, ieri con i suoi operatori al Biscottificio. «Abbiamo subito pensato a realizzare un documentario, dal titolo "Articolo 1" - spiega la produttrice Gaia Capurso - sulle condizioni lavorative delle donne italiane, e non solo, mettendo a confronto l'esperienza di Latina e Carrara, con quella di altri paesi, come Germania e Romania». Il filmato, in fase di realizzazione, vedrà la luce a fine anno e sarà esibito al pubblico ad un prestigioso festival, Berlino o Venezia. Un momento di commozione c'è stato, con il pianto della coraggiosa "Pasionaria" Giancola, al momento della consegna alla proprietaria del biscottificio, Margherita Dogliani, di una rocca di filo. «Un oggetto della nostra fabbrica da portare in dono ad una donna speciale - ha affermato la Giancola - un simbolo, questo filo, della donna stessa, visivamente fragile, ma nello stesso tempo forte». Nel ringraziare la Giancola «per l'esempio fornito da lei e dalle sue compagne» e nel consegnarle dell'altrettanto simbolico lievito madre, la Dogliani ha ricordato: «La nostra azienda ha 16 impiegati fissi e, complessivamente, 25-26 annuali; pur resistendo alle intemperie del mercato, posso dire che viviamo in un sistema del lavoro malato, segnato da un eccesso di burocratizzazione». Le possibili soluzioni vanno nella direzione di una semplificazione burocratica, ma anche in una valorizzazione maggiore del potenziale locale. «Al di là dell'aspetto economico, tuttavia - ha continuato - ritengo importante recuperare il dato umano nelle relazioni di lavoro, così drammaticamente ignorato a Latina ed in altre parti d'Italia, al quale spero la rassegna "Donna, Anima e Corpo" abbia dato un piccolo, ma significativo contributo".
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