Il Tirreno

Allarme della Corte dei Conti

di Massimo Braglia
Allarme della Corte dei Conti

«Indebitamento troppo elevato, stop ai mutui», il sindaco: è una delibera che ci aspettavamo

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CARRARA

Ora è ufficiale: il Comune di Carrara non può più contrarre nuovi mutui e neppure altre forme di finanziamenti reperibili sul mercato. A stabilirlo è la delibera della Corte dei Conti, sezione monitoraggio della Toscana. Il motivo di questo stop è semplice: “Il superamento del limite quantitativo previsto dall’articolo 204 del Testo unico enti locali (Tuel) per gli esercizi 2012 e 2013 costituisce una grave irregolarità contabile”; tuttavia, si ammette che appare rispettato il vincolo qualitativo previsto dall’ultimo comma dell’articolo 119 della Costituzione.

Cerchiamo di tradurre: l’articolo 204 del Tuel è quello che ha cambiato le percentuali di possibilità di indebitamento rispetto alle entrate correnti.   E' ora previsto che si possano assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi non superi l'8 per cento per l'anno 2012, il 6 per cento per il 2013 e il 4 per cento a decorrere dall'anno 2014 delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Al di là dei tecnicismi, avevamo già spiegato in passato che le percentuali sono state cambiate da un giorno all’altro, perché prima erano di due punti percentuali superiori. E con la strada dei marmi da pagare, non è stato possibile rientrare nei nuovi parametri. L’ultimo comma dell’articolo 119 è quello che prevede che i Comuni possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento.

La Corte dei Conti dice di più: e cioé che la consistenza dei debiti di finanziamento 2010, non assistiti da contribuzioni, è pari al 248% e pertanto superiore al 120% rispetto alle entrate correnti 2010, in presenza di un risultato contabile della gestione 2010 negativo. Si dà atto che non vi sono nuovi prestiti nel 2011.

Altre criticità: la parziale realizzazione delle alienazioni previste nel 2010, cosa riproposta nel 2011. E si invita a a adottare tempestive misure di risanamento sul Cermec. Capitolo personale: sì, afferma la Corte dei Conti, nel 2011 per il personale il Comune ha speso meno rispetto al 2010, ma per il 2011 l’ente “ha programmato nuove assunzioni di personale e proroghe dei contratti a tempo determinato che potrebbero incidere sul mantenimento degli equilibri di bilancio e sul rispetto dei limiti di spesa del comparto”.

Insomma, l’analisi della Corte dei Conti è tosta: di fatto, ingessa ogni possibile realizzazione. Qualsiasi opera sarà possibile solo a fronte di effettive dismissioni: se si venderà Area, o palazzo Pisani, si potrà pensare a qualche nuovo investimento.

Il sindaco: delibera attesa.

Il sindaco Angelo Zubbani non è sorpreso dalla delibera della Corte dei Conti: «Quando un Comune come il nostro ha da finanziare la strada dei marmi, l’opera delle opere da 125 milioni di euro, è chiaro che tutto il resto passa in secondo piano. Non ci sconvolge sapere che non possiamo fare altri mutui: lo sapevamo già, e non ce n’erano in previsione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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