Il Tirreno

«Siamo pronti a incatenarci all’ospedale»

Il presidente dell’associazione Frediani: per difenderlo lotteremo anche in nome di Attilio Bonaldi

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CARRARA

La lotta per la difesa dell'ospedale di Carrara va avanti anche nel nome di Attilio Bonaldi, scomparso cinque anni fa e ricordato ieri pomeriggio con una messa in suffragio ed una commemorazione nella sala di rappresentanza del Comune.

Tempi difficili e cruciali per l'associazione Ernesto Frediani per la difesa dell'ospedale di Carrara riassunti nell'accorato intervento del presidente Renzo Giusti nella chiesa del Suffragio. «Certamente esistono persone che interpretano la vita nello stesso modo di Attilio – ha affermato Giusti - anche se vediamo troppo spesso esempi negativi e atteggiamenti di scarso civismo».

La resa dei conti sul futuro del monoblocco è alle porte sebbene ogni giorno arrivino notizie più o meno certe sul futuro della sanità in città. A partire proprio dal futuro Piano attuativo locale:«Nessuno ha avuto il coraggio di assumere la paternità del Pal “estivo”» ha ricordato Giusti, aggiungendo poi «Che purtroppo però la dottoressa De Lauretis sta eseguendo “prove d'artista” per portarlo a compimento».

Per l'associazione Frediani il mancato arrivo dell'Hospice «sarà solo l'inizio» poi ci saranno i trasferimenti «dalla chirurgia, alla vascolare, all'Utic, al centro trasfusionale, alla diabetologia e via così».

Sull'Hospice Giusti puntualizza: «Ricordo che qualche anno fa fu avanzata l'ipotesi di Marina di Massa subito bocciata perchè la struttura non era ritenuta idonea, oggi invece la scelgono. E' questo che non capiamo».

L'associazione Frediani parla a chiare lettere di un «progressivo smantellamento» della sanità a Carrara ponendo dubbi anche sugli accordi, sulle promesse di mantenere in città alcuni reparti.Per questo chiede ai partiti, ai sindacati e all'associazionismo di «pretendere l'applicazione del protocollo d'intesa Rossi-Conti» perchè «senza una struttura ospedaliera, una città non può considerarsi tale».

La paura dell'attuazione di un Pal “ad effetto sorpresa” ha convinto l'associazione ad annunciare nuove forme di protesta: «Siamo pronti a incatenarci alle strutture, a salire su tetti e a fare lo sciopero della fame». «Questo Attilio te lo promettiamo», ha concluso Giusti.(l.bo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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