Sicurezza
Luci al cimitero, stop al salasso Addio alla sovrattassa del 25%
Nuovo regolamento: per chi paga in ritardo (fino a 30 giorni) adesso la mora è del 5%. Ma nessuna concessione per la luce votiva se realizzare l’allaccio è troppo complicato
MASSA. Il Comune fa un passo indietro: si rende conto che una sovrattassa del 25% per un solo giorno di ritardo nel pagamento è davvero troppo. Certo a ridimensionare la percentuale c’era la cifra complessiva: per assicurare la lux perpetua ai propri cari il cittadino mette mano al portafoglio e sborsa solo (si fa per dire) 15,91 euro. Ma guai a farlo anche solo con 24 ore di ritardo: scatta(va), appunto, la mora del 25%.
Immaginiamo se una sovrattassa del genere la pagassimo per la bolletta del gas o della luce. Devi versare 100 euro, scade oggi, la paghi domani e ti tocca sfilarti dalla tasca 125 euro. Senza dubbio ci faremmo sentire. Anche se, a dire il vero, qualcuno si è fatto sentire anche per la mora da salasso sulle luci votive. Tanto che il Comune rimette mano al regolamento che, del resto, aveva qualche annetto: datato 1998, riportava ancora tutte le cifre in lire, una spolverata ci voleva. E la giunta - il soggetto che propone le modifiche al consiglio - pensa soprattutto a ridimensionare la mora in caso di ritardato pagamento.
Non più il 25% dal giorno successivo la scadenza, ma il «5% - si legge nell’atto - per i trenta giorni successivi alla scadenza». Soltanto dal 31° la percentuale si alza e raggiunge, appunto, il 25%. Altro cambiamento: il vecchio regolamento era severo anche in tema di disattivazione. Nel caso nessuno pagasse per trenta giorni, addio servizio e la lux perpetua si spegneva. Adesso quel termine raddoppia e servono due mesi - e non più uno - per la disattivazione. Si paga però ancora «in anticipo e in un’unica soluzione»: entro il 30 novembre paghi per l’accensione della luce da ottobre a settembre dell’anno successivo.
Qualche piccolo cambiamento anche su altri fronti, tra cui quello della mutenzione. È compresa nella cifra annuale, «insieme al consumo di energia, all’acquisto di materiali e attrezzature, alla sostituzione delle lampade». Se la manutenzione implica, però, la rimozione di lapidi o manufatti privati la storia cambia: troppo lavoro per rientrare nel 15,91 euro annui. Inoltre «l’amministrazione - si legge nell’atto - si riserva la facoltà di non procedere al rilascio della concessione nel caso in cui la realizzazione dell’allaccio comporti particolari difficoltà tecniche».
L’obbiettivo comunque è centrato: superare una sovrattassa in odore di salasso.
Adesso la proposta avanzata dalla giunta passerà al vaglio della commissione consiliare competente, poi dello stesso consiglio comunale. Perchè una mora del 25% era davvero troppo. Soprattutto di questi tempi, quando i portafogli sono vuoti e anche pochi euro, in fondo al mese, fanno la differenza.
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