Il Tirreno

Cup, gara persa dalle coop Posti di lavoro a rischio

di Chiara Sillicani
Cup, gara persa dalle coop Posti di lavoro a rischio

Il servizio sarà gestito da soggetti del nord e non più da Compass e di Vittorio I sindacati: ci auguriamo che tutti quanti i dipendenti siano riassorbiti

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MASSA

Il timore c’era da tempo, ma adesso si fa più concreto. Perchè a gestire i Cup, nei prossimi mesi, non saranno più le cooperative apuane (Compass e Di Vittorio in primis) e i lavoratori, quelli che accolgono i pazienti alle prese con ticket e prenotazioni, tremano.

Del resto, loro fanno i conti con i tagli da parecchi mesi. Tagli reali: ore in meno e cassintegrazione in deroga. Così ci sono lavoratori scesi da 30 a 18 o 15 ore settimanali. Poche per tirare avanti una famiglia. Difficile pensare ad un’alternativa alla cassa: le ore affidate dall’Asl alle coop sono scese progressivamente da 4mila a 3.400. Il resto lo fa, appunto, l’Estav, l’area vasta: ha bandito una gara per la gestione dei centri unici di prenotazione definendo al ribasso il monte ore, sceso a quota 2.600.

Il timore, quindi, è che la redistribuzione delle ore complessive, per evitare che qualcuno perda il lavoro, non basti più. E non è finita: ad aggiudicarsi la gara, anche se non ci sono ancora atti ufficiali, è un gruppo di cooperative del nord Italia.

Certo la legge regionale parla chiaro: devono essere riassorbiti i dipendenti. Tradotto: il personale già impiegato nei Cup ( circa 130 persone) passerà semplicemente - si fa per dire - da una coop ad un’altra. Ma sindacati e lavoratori tremano perchè se i nuovi gestori decidessero per un sistema organizzativo alternativo, magari con totem informatizzati in ogni farmacia, da cui si prenota e paga (soluzione che potrebbe essere ottima per gli utenti) quante persone risulterebbero in esubero? Chi è impiegato nei Cup adesso si trova tra le mani una lettera con cui la cooperativa per cui lavora(va) avvisa che il bando Estav è stato vinto da altri.

Bruno Conti è il direttore della Compass ( 100 lavoratori nei Cup) e conferma che la coop non è riuscita ad aggiudicarsi la gara: «Abbiamo chiesto la cassintegrazione in deroga - ricorda quanto accaduto nei mesi scorsi - ma ad ore, in modo che nessuno perdesse il posto. Credo che i lavoratori saranno riassorbiti dal nuovo gestore». Altrimenti il territorio rischia l’ennesimo colpo al mondo dell’occupazione.

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