Il Tirreno

Export raddoppiato, tariffe costanti

di Massimo Braglia
Export raddoppiato, tariffe costanti

Il valore medio da 142 a 175 euro la tonnellata e intanto è battaglia giuridica sul mappale 75 di Belgia a Colonnata

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di Massimo Braglia

CARRARA

Dal 2005 a oggi, l’export del nostro distretto (e quindi, sostanzialmente, di Carrara) è quasi raddoppiato in quantità e più che raddoppiato in valore, ma siamo quasi a fine febbraio 2012 e ancora le tariffe sono ferme, dal 1° gennaio del 2008 (data di partenza dell’ultimo accordo), a cifre a dir poco convenienti almeno per i concessionari più importanti.

Da settimane si ripete che un nuovo accordo è vicino, e che altrimenti si va all’arbitrato: e in effetti, il sindaco assicura che entro fine mese ci sarà la svolta. Ad oggi, i produttori di marmo pregiato (statuario e calacata) continuano a versare 13,5 euro la tonnellata a fronte di quotazioni di almeno 1.500 euro. I dati sull’export sono contenuti nel 22° rapporto “Marmo e pietre nel mondo”della Aldus, Casa edizioni di Daniele Canali, un volume ricco di cifre e dati; fra le quali appunto anche le statistiche raggruppate. Nel 2005 il nostro distretto esportava 438.756 tonnellate per un controvalore di 62 milioni e 419mila euro, 142 euro di media la tonnellata; nel 2010 siamo arrivati (i dato del 2011 non ci sono ancora) a 746.956 tonnellate per 130 milioni e 825mila euro, valore medio 175 euro. Ad oggi, i marmi di prima fascia pagano 4,60 euro la tonnellata, quelli di seconda 7,8, e i pregiati 13,5. C’è chi ipotizza rincari consistenti, fino a 30-40 euro la tonnellata. Vedremo. Il sindaco intende comunque avere risposte entro fine mese: è stato dato un valore medio dell’escavato cava per cava, alle aziende è stata inviata la lettera in cui si dice che il vecchio accordo (firmato da pochi imprenditori, fra l’altro) è scaduto il 31 dicembre 2011 e quindi, chi firma le nuove tariffe bene, altrimenti si va all’arbitrato. L’impressione è che le settanta aziende del bianco non dovrebbero avere problemi a firmare, il nodo rimane per statuario e calacata, materiali per i quali il Comune intende allargare la forbice sensibilmente rispetto alle altre produzioni. Certamente, ogni giorno che passa, per le disastrate casse comunali è un giorno perso.

La controversia in Belgia

E che le cose al monte siano positive, lo si deduce anche da altri segnali, ad esempio la singolare controversia giuridica che si trascina da anni fra la ditta Attuoni Giorgio & C., il Comune, la Sam e Cooperativa Canalgrande per una concessione livellaria del mappale 75, a Belgia di Colonnata.

Una controversia finita sia in tribunale civile che davanti al Tar: il tribunale civile in primo grado ha stabilito che il mappale 75 è usucapito dalla ditta Attuoni, che lo lavorava dagli Anni 60, e che lo aveva preso in concessione nell’83 dalla Sam (la Sam ebbe in blocco centinaia di concessioni nel 74 da parte del Comune); a quella decisione di primo grado la Sam ha fatto appello, la decisione della Corte genovese è attesa per il prossimo anno. Di fronte al Tar, la ditta Attuoni Giorgio vuole invece ottenere la cancellazione di due delibere della giunta comunale: la prima, del maggio 2009, con la quale la giunta nega l’autorizzazione al trasferimento dei diritti di concessione di alcuni mappali, compreso il 75, dalla ditta Attuoni Giorgio e c. alla ditta Escavazione Marmi Venati, sostenendo che la ditta Attuoni non era legittimata a procedere; e quella dell’aprile del 2004, con la quale invece la giunta autorizzava il trasferimento di alcuni diritti di concessione, fra i quali il mappale 75, dalla Sam alla Cooperativa Canalgrande.

Il Tar, ricostruendo tutta questa complessa vicenda, fra usucapione, concessioni livellarie, diritto di livello (enfiteusi) e così via, prende atto che vi è in sospeso il giudizio davanti alla corte d’appello in merito alla rivendicazione del diritto livellario sullo stesso bene, il mappale 75 tra la ditta Attuoni e la Sam. E spiegano i giudici fiorentini che prima di stabilire sul merito, è bene attendere l’espressione della corte d’appello. Nel frattempo, la cava che insiste sul mappale 75 è lavorata, in parte dalla Escavazione Venati e in parte dalla Coop Canalgrande. Certo, se la ditta Attuoni vincerà in appello e poi al Tar, si aprirebbe la strada a un risarcimento danni a dir poco consistente. Insomma, gli interessi al monte sono altissimi: su un solo mappale si va avanti con controversie decennali su più fronti legali, e i mappali sono centinaia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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