Il Tirreno

«Via la centralina del gas da Mulino»

«Via la centralina del gas da Mulino»

Il consiglio comunale di Tresana ha deciso all’unanimità di chiedere alla Snam lo spostamento del metanodotto

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TRESANA

Il consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria, ha ricordato la tragica esplosione di un mese fa avvenuta al metanodotto di Mulino.

Il sindaco Oriano Valenti ha elencato i numerosi danni provocati dallo scoppio del gasdotto, descrivendo quali siano state le conseguenze dell’evento sulla popolazione e in generale sul territorio e giustificato le assenze dei consiglieri di maggioranza, Donnini e Simonini.

È stato fatto riferimento alla volontà della Regione, in caso di lungaggini burocratiche, ad anticipare i risarcimenti alle famiglie colpite. Un accenno anche alle interrogazioni parlamentari presentate ai ministri competenti, a sottolineare quanto la catastrofe del Mulino abbia colpito non solo Tresana e la Lunigiana, ma tutte le istituzioni e i loro rappresentanti.

In seguito è stata data comunicazione della morte del giovane operaio bulgaro, dipendente della ditta appaltatrice dei lavori, gravemente ustionato dall’esplosione del gas. Nelle settimane scorse le condizioni di Giorgio Dimitrov sembravano essere migliorate, ma mercoledì scorso è accaduto il peggio.

In considerazione del tragico evento, il consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio. Congiunta la manifestazione di cordoglio arrivata da tutti i gruppi consiliari.

Successivamente si è passati alla presentazione, dal parte del Pdl, della mozione volta allo spostamento di tutti gli interventi in corso alla rete gas del Mulino al momento dell’esplosione.

«Quella del 18 gennaio - ha osservato il capogruppo Matteo Mastrini - è una data impossibile da dimenticare. Il dramma che ha toccato nel profondo la nostra comunità è un dramma che si ripete ogni giorno nelle sofferenze di chi è stato colpito dall’esplosione dal punto di vista fisico, umano, morale ed emotivo. Ora arriva anche la terribile notizia del decesso di questo ragazzo. Per queste ragioni non è pensabile che la popolazione possa rivivere quel dramma o la paura che ciò che è accaduto possa ripetersi. Nessun tipo di rassicurazione può servire a cancellare questi sentimenti. Per questo è necessario impedire che tubazione e giunto possano essere ricollocati nella stessa area: bisogna individuarne un’altra, che non sia vicina all’abitato e che interessi una zona lontana e sicura».

Il Pdl auspicava poi la condivisione dell’ordine del giorno presentato, ma a esso faceva seguito un altro documento, questa volta presentato dalla maggioranza, in data successiva. I capigruppo hanno lavorato per più di venti minuti all’integrazione dei due ordini del giorno, ma il passaggio sull’operato della giunta, inserito dalla maggioranza, non permetteva l’integrazione.

«Non possiamo fare accenni all’operato di parti politiche, questo non è il momento e non è il contesto adatto - sottolineava Mastrini - l’ordine del giorno deve avere solo l’obiettivo di impegnare la giunta a chiedere lo spostamento dei lavori».

Di diverso avviso il vice sindaco, Scarciglia, motivo per il quale si arrivava alla presentazione di due documenti: quello del Pdl veniva approvato all’unanimità, quello di Uniti per Tresana a maggioranza.Ora l’attesa è rivolta alla conclusione delle indagini: il consiglio comunale ha espresso apprezzamento per l’opera del Procuratore capo, Aldo Giubilaro, nella certezza che possa essere individuato il responsabile di quanto accaduto. C’è attesa anche per le scelte di Snam: sarà utile capire cosa potrebbe succedere nel caso in cui la società optasse per proseguire i lavori al Mulino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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