Il Tirreno

Tesi per Carrara, spunti originali poche prospettive

di Luca Menconi
Tesi per Carrara, spunti originali poche prospettive

I vincitori del concorso difficilmente riusciranno a realizzare l’oggetto dei loro lavori e forse dovranno emigrare

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CARRARA

«Spunti originali da prendere in considerazione». Così Fabio Patern ò, presidente del Cnr di Pisa ha presentato ieri mattina, al ridotto degli Animosi, i tre lavori vincitori della borsa di studio "Una tesi per Carrara". «L'importanza dell'iniziativa - ha spiegato Paternò - risiede nell'opportunità che offre a questi giovani neo-laureati, dei più diversi settori di provenienza, di far conoscere ed apprezzare il loro lavoro, anche per una possibile realizzazione pratica».

Il premio "Tesi per Carrara", giunto alla sua ventunesima edizione, è ormai un appuntamento fisso della cultura carrarese, che fornisce un riconoscimento ed una borsa di studio (1.500 euro) a tutti coloro che, indipendentemente dalla provenienza e dal luogo di studi, si sono dedicati all'analisi propositiva di un aspetto del nostro territorio.

Finanziato dalla Camera di Commercio, dal Comune, da Legambiente e dall'Ente Cultura e Sport, quest'anno il riconoscimento è stato assegnato a tre tesi, rispettivamente in Disegno Industriale, in Architettura e in Gestione e Tutela dell'Ambiente Agro-Forestale. Originaria di Carrara, Letizia Ristori (25 anni), si è laureata a Firenze con un lavoro dal titolo "Turisti in cerca di mete: la città comunica la propria identità". «Il mio lavoro si è incentrato - ha spiegato - sulla nozione di arredo urbano identitario, cioè sugli elementi di decoro in grado di identificare Carrara e valorizzarla agli occhi di un possibile turista, formando un percorso artistico-educativo all'interno alla città».

Incerte, tuttavia, le prospettive future: «Qui a Carrara, purtroppo, non trovo nulla da fare e sarò costretta a spostarmi».

Qualcosa di più definito il futuro, perlomeno quello prossimo, dei due neo-architetti, Simone Vanelli (26) e Jonathan Vitaloni (28), anch'essi carraresi, che ringraziano i professori che ne hanno seguito il progetto, Giovanni Iacometti e Umberto Minuta. «Inutile dire che sono scarse le potenzialità di realizzare il nostro progetto», dal titolo "La strada del marmo: due progetti per una nuova identità di Carrara" su una riqualificazione di un tratto della ex-ferrovia Marmifera. «Senza abbatterci procediamo per gradi - ha spiegato Vanelli - il prossimo passo sarà l'esame per diventare architetti». Altrettanto costruttiva la tesi di Filippo Pancrazi (33 anni), dal titolo "Analisi floristico-vegetazionale del Monte Borla e di Campo Cecina ai fini della realizzazione di un sentiero botanico", per la realizzazione di un percorso naturalistico nelle Alpi Apuane.

«Complessivamente si tratta di un'area con 234 specie floristico-vegetali, di cui una, la Centaurea Monte Borla, unica del territorio». «Creare un sentiero botanico, l'Anello del Monte Borla, ed aprire gli spazi all'educazione ambientale potrebbe essere un ottimo strumento di valorizzazione del territorio».

Ad officiare la consegna dei premi sono stati Gualtiero Magnani, presidente dell'Ente Cultura e Sport, Norberto Ricci, presidente della Camera di Commercio, e l'assessore alla cultura, Giovanna Bernardini.

«Vivere in un mondo dove tutte le idee fornite dai giovani vengono valorizzate sarebbe il paese delle meraviglie - ha detto la Bernardini - Purtroppo la crisi economica colpisce duramente le risorse comunali e rende difficile garantire applicazioni pratiche ai diversi progetti, molti dei quali, anche quelli delle precedenti edizioni, davvero interessanti». Ciò per l'assessore, tuttavia, non deve scoraggiare i giovani carraresi.

«La città vive di chi resta e di chi riflette sulle sue sorti, pertanto, sperando fiduciosamente in tempi migliori, ben vengano sia progetti come "Tesi per Carrara" sia l'impegno a migliorare Carrara"», ha aggiunto l’assessore alla cultura del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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