Finanza
Le ditte aspettano 4 milioni dal Comune
Ripartono i pagamenti ai fornitori, ma l’attesa è di almeno sei mesi. Flop dell’accordo banche-enti per aiutare le imprese
MASSA
La buona notizia è che palazzo civico ha riaperto i rubinetti dei pagamenti a favore delle aziende che hanno lavorato per il Comune.
La notizia cattiva è che la lista delle ditte che attendono di essere pagate è ancora lunghissima e il conto totale si aggira sui 4 milioni di euro. Ovvero:nonostante la ripresa dei pagamenti, i tempi di attesa restano “esagerati” e insostenibili per le imprese.
Intanto, l’ annunciato accordo tra enti locali e istituti di credito per assicurare liquidità alle imprese creditrici rimane solo sulla carta.
A sbloccare i pagamenti è stata la circolare sul Patto di stabilità per il 2012 inviata nei giorni scorsi dal governo Monti. In essa si confermano, però, vincoli rigidi sulla capacità di spesa delle amministrazioni , costringendole a diluire nel tempo i pagamenti. Il risultato è: ad oggi il Comune ha finito di saldare i debiti del 2010 e sta pagando le ditte che hanno effettuato lavori nel 2011. Una situazione che riguarda un po’ tutti gli enti pubblici e non solo apuani: la media dei ritardi nei pagamenti – secondo uno studio della Cna – è salita a 180 giorni nel 2011, contro i 128 del 2009. «Una situazione insostenibile – denuncia Paolo Ciotti, direttore provinciale della Cna – perché ai ritardi dei pagamenti si aggiunge la difficoltà delle piccole imprese di accedere al credito. Le banche chiedono sempre maggiori garanzie per l’erogazione di prestiti a cui le aziende sono costrette a ricorrere proprio per il ritardo dei pagamenti da parte dell’ente appaltante».Un circuito perverso, che porta dritto alla chiusura di troppe attività: 843 quelle andate in fallimento (in Toscana), nel 2011. «E almeno un terzo di esse per difficoltà legate ai ritardi nei pagamenti», sottolinea Ciotti.
Per cercare di allentare il cappio che si sta stringendo alle Pmi apuane, Comuni,Provincia, prefettura e Camera diCommercio hanno raggiunto un accordo con Abi toscana. Si tratta, in sostanza, di una forma di cessione del credito “pro soluto”: la ditta che vanta il credito nei confronti del Comune trasferisce alla banca quel credito. Il Comune diventa così debitore nei confronti dell’istituto bancario e la ditta ha maggiore facilità di accedere ad altri crediti. Il problema è che l’accordo è rimasto, finora, esiste solo sulla carta. Gli istituti di credito chiedono accordi con i singoli Comuni (e non uno complessivo con la Provincia) che non sono ancora stati stipulati. E la sofferenza per le aziende continua.
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