Sicurezza
L’estrema sinistra invade la zona rossa «Cancellate i fascisti»
Il blitz controllato dalle forze dell’ordine: inviolato il Comune Valenti: «Mercoledì c’è consiglio, Pucci prenda posizione»
MASSA
Alla fine quelli di Massa Antifascista sono riusciti a invadere la zona rossa, un blitz programmato e controllato dalle forze dell’ordine che hanno presidiato la zona del Comune in maniera quasi ossessiva. La polizia comunque ha permesso a una piccola delegazione che portava uno striscione che chiedeva la chiusura di Casa Pound e Forza Nuova di arrivare fin sotto al palazzo municipale. Hanno impedito soltanto di attaccare lo striscione sulla porta del Comune. E così i ragazzi di Massa Antifascista (sigla che racchiude Carc, Immigrati, Collettivo studentesco e Associazione solidarietà proletaria) sono tornati sui loro passi e hanno steso il lenzuolo tra due alberi nei pressi del teatro Guglielmi. Sempre zona rossa, ma in fondo va bene così perché tutto si è svolto senza neppure un urlo. Insomma, tutta un’altra scena rispetto a sette giorni fa.
Erano le 18 quando la delegazione decideva di rompere il presidio e di tornarsene a casa. Un rompete le righe che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti quanti perché è stato un altro sabato di tensione, anche se le forze dell’ordine giurano che era tutto sotto controllo. Invece non era sotto controllo proprio niente e fino all’ultimo il timore che gli estremisti potessero forzare il blocco era alto. Invece il segretario provinciale dei Carc Rinaldo Valenti ha cercato di ragionare prima con i suoi e poi con i responsabili del servizio pubblico. E l’intesa si è trovata a metà. Ed è stato un bene per tutti.
Però c’è stata parecchia confusione anche per questo sabato di tensione. Perché quelli di Massa Antifascita fino a venerdì sera credevano di poter fare il loro presidio sotto il Comune, visto che avevano chiesto il permesso per quella zona. L’ordinanza del sindaco Roberto Pucci però lo vietava espressamente e quindi alla fine si sono ritrovati in piazza Garibaldi, come sette giorni fa. La voglia di arrivare fino al palazzo municipale però c’era ed è iniziata una trattativa per fare tutto senza provocare gli incidenti di una settimana fa.
In piazza Garibaldi non c’erano tante persone. Perlopiù c’erano i ragazzi del Collettivo studentesco (che preparavano il vin brulè sotto il gazebo), un piccolo gruppo di immigrati (con il loro immancabile suono di tamburi) e i Carc. Hanno affisso i manifesti con le fotografie che secondo loro sono la prova dell’aggressione subita: si vedono i militanti di Forza Nuova con le aste, «le stesse aste che avevano mostrato - dicono quelli di Massa Antifascista - quando hanno inaugurato la loro sede». Insomma, la raccolta di materiale da consegnare alle forze dell’ordine prosegue e presto arriverà anche la denuncia.
«Mercoledì andremo in consiglio comunale - continua Valenti - per dire al sindaco Pucci e alla sua giunta di fare qualcosa per mettere al bando i movimenti fascisti che ci sono nella nostra città. Devono essere le nostre istituzioni a segnalare l’apologia, altrimenti sarà difficile mettere al bando questa gente».
Non c’era Enrico Ricci, il ragazzo picchiato selvaggiamente sabato scorso. «Ha l’influenza - rassicura il segretario dei Carc -, ma se l’è vista brutta. Chi lo ha colpito lo ha fatto mettendo in conto che quei calci alla testa potevano ammazzarlo. Contesteremo anche questo».
Mentre lo striscione che chiede lo sciogliemnto di Forza Nuova e Casa Pound resta attaccato ai due alberi in viale Eugenio Chiesa, si attende l’arrivo di mercoledì. La protesta giungerà in consiglio comunale. «E l’ordinanza del sindaco (che vale solo nei giorni prefestivi ) non potrà fermarci».
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