Sicurezza
«In casa per colpa del giudice Appena esco torno in piazza»
MASSA Venti giorni di permanenza (una sorta di obbligo di dimora), da scontare in dieci lunghissimi fine settimana. Marco Lenzoni (nella foto) non c'era sabato storso in piazza Garibaldi a...
MASSA
Venti giorni di permanenza (una sorta di obbligo di dimora), da scontare in dieci lunghissimi fine settimana. Marco Lenzoni (nella foto) non c'era sabato storso in piazza Garibaldi a contestare la giornata della memoria di Casa Pound e Forza Nuova e non c'era neppure ieri pomeriggio mentre i suoi compagni ne chiedevano la chiusura per apologia del fascismo. È costretto a restare in casa da una sentenza del giudice di pace Locane, che lo ha condannato per la zuffa con un simpatizzante della Destra durante l'incontro tra i candidati sindaco di Massa e gli elettori all'Apt di Marina. In questo periodo di confino ha preparato da mangiare alla fidanzata e imparato a fare la lavatrice. Eppoi ha continuato imperterrito a fare politica. «Mi sono trovato ai domiciliari senza aver fatto niente: ho soltanto difeso il nostro candidato che aveva preso un pugno in faccia. Per aver dato un calcio all'aggressore mi hanno anche condannato a pagare 810 euro per le spese legali. Non è giusto. Per di più mi sono perso quello che è successo sabato...».
In molti se lo sono chiesto: cosa sarebbe successo se in piazza ci fosse stato anche Lenzoni?
«Tanto per cominciare avremmo occupato il Comune la sera stessa e per quanto mi riguarda saremmo ancora là a pretendere giustizia per la vile aggressione subita dai nostri compagni. Poteva scapparci il morto, forse non ve ne siete resi conto. Per questo reagiremo».
Il morto?
«Enrico Ricci è stato buttato in terra da quegli squadristi di Forza Nuova. Lo hanno colpito con i bastoni e gli hanno tirato dei calci in testa. Potevano ucciderlo, se hanno fatto questo vuol dire che hanno ponderato bene la loro azione».
Ma non è meglio dire basta alla violenza, tanto non sarete mai d'accordo voi estremisti. Non conviene a tutti se vi ignorate invece di fronteggiarvi in mezzo alla gente?
«Noi non siamo violenti. Quando dicevo che reagiremo intendevo dire che faremo in modo e maniera che chi ha mandato Enrico all'ospedale paghi il suo conto con la giustizia. La loro manifestazione non era autorizzata eppure l'hanno fatta lo stesso».
Così cambi le carte in tavola, però: erano quelli di Massa-Carrara antifascista a non avere il permesso...
«Casa Pound e Forza Nuova dovevano fare semplicemente un presidio, invece la polizia gli ha permesso di sfilare dal tribunale a piazza Garibaldi. Perché? Noi saremo denunciati per il nostro sit in, loro no. E tutto per colpa del sindaco Pucci e del suo vice Nardi».
Cosa possono fare: Casa Poud e Forza Nuova sono movimenti legali e quindi possono manifestare.
«Legali proprio per niente. La costituzione lo dice chiaramente, no all'apologia del fascismo e mi pare che quelli lì siano un bel pezzo avanti. Vogliamo dimenticare i senegalesi ammazzati a Firenze? Il sindaco Pucci deve segnalare le svastiche che mettono sulle loro bandiere, deve segnalare i saluti romani e poi forse a Roma si accorgeranno che i fascisti ci sono. Altrimenti il parlamento dirà sempre no a una legge che vieta le associazioni fasciste. Anche se devo dire che sono rimasto più sconcertato dalla Nardi...».
Cioè?
«Ha detto che hanno il diritto di manifestare e se noi glielo impediamo siamo dei fascisti. Lasciamo perdere, è meglio. Ma in Comune andremo presto».
Forse con tutti i procedimenti penali che hai sarebbe l'ora di calmarti un po', o no?
«Macché calmarmi. Ho una quindicina di denunce per manifestazione non autorizzata, altrettanti procedimenti per situazioni che vanno dalla diffamazione all'oltraggio a pubblico ufficiale. Tutto per la politica».
Ma non ti è bastata la lezione dei venti giorni di domiciliari?
«Figuratevi se mi fermano con queste piccolezze. Mi è dispiaciuto soltanto non aver potuto aiutare i colleghi infermieri in tutti questi sabati che mi hanno confinato a casa, ma il giudice non ne ha voluto sapere di farmi uscire di casa. Alla faccia dei pazienti».
Non mi dire che ti sono mancati gli scontri di sabato...
«No, gli scontri non mi sono mancati. Ma devo dire che quando Rinaldo (Valenti, segretario provinciale dei Carc, ndr) mi ha telefonato dicendomi che avevano aggredito Enrico mi è venuta voglia di evadere e di andare in piazza. Rischiavo un anno, ma per me chi sta dentro per motivi politici è giusto che scappi. È moralmente lecito».
Sabato e domenica prossimi finisce la tua pena. Che farai?
«Come che farò? Torno in piazza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
