Ricostruzione di Mulazzo, torma Rossi
Domani alle 11,30 il presidente della Regione incontrerà amministratori e residenti per fare il punto
MULAZZO
L’appuntamento è stato fissato e questa volta le condizioni metereologiche non potranno far slitatre nuovamente il meeting.
Domattina alle 11,30 il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, incontrerà la popolazione e gli amministratori, per fare il punto sui fondi che dovranno essere mobilitati per far partire le opere per la ricostruzione.
In questi giorni i tecnici del Comune stanno stilando la lista per consegnare nelle mani del presidente l’esatta stima dei danni e presentare i progetti, che rimettereanno in moto il piccolo borgo medievale.
Sono moltissimi i lavori ancora da eseguire nel comprensorio mulazzese.
Nel corso di questi mesi si è vista una stretto rapporto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e il Comitato “Per la rinascita di Mulazzo”. Questo spirito di comunione nasce per identificare le criticità su cui bisogna agire, coordinare gli interventi e monitorare la durata e il costo dei lavori.
I lavori dovranno ripristinare in primis quelle parti della viabilità ancora in una situazione di precarietà.
Innanzitutto dovrà essere apposto il guado, che consentirebbbe di non dovere percorrere la strada alternativa che passa da Gavedo, unico accesso al centro storico.
Un guado che dovrà essere percorribile 10 mesi all’anno. Anche le zone montane, quelle dei paesini di Parana e Montereggio, dovranno essere interessate da lavori di ripristino, parzialmente già risolto il problema del collegamento con le frazioni grazie alla posa del Bailey al posto del crollato Ponte S. Giuseppe, che consente agli abitanti di non dovere ricorrere alla strada montana di Madonna del Monte, considerata poco sicura a causa del manto stradale sconnesso e dalla mancanza di guard rail e che allungava il tragitto di quasi quaranta minuti.
Ma la lista è lunghissima e comprende anche il sistema fognario, fortemente danneggiato dall quantità esorbitante di acqua caduta in quei terribili giorni. Naturalmente tutte le opere andranno ad inserirsi in un quadro di interventi che promuoveranno lo sviluppo paesaggistico del capoluogo, conferendo una nuova immagine, che si sposi con maggiore forza all’ambiente circostante e che rappresenti un rinnovato rapporto tra uomo e territorio.
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