Il Tirreno

DOPO ALLUVIONE

Riaperture a rilento dei negozi distrutti

AULLA Il prossimo 25 feabbraio saranno trascorsi quattro mesi dall’alluvione: due vite umane sono state inghiottite, milioni di euro di danni arrecati al patrimonio pubblico e privato, ferite...

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AULLA

Il prossimo 25 feabbraio saranno trascorsi quattro mesi dall’alluvione: due vite umane sono state inghiottite, milioni di euro di danni arrecati al patrimonio pubblico e privato, ferite indelebili nell’animo delle centinaia di persone che hanno vissuto da vicino quel dramma, ma ben poco è stato fatto di tangibile e di domenica si respira una certa desolazione.Infatti, alcuni commercianti hanno riaperto o stanno riaprendo faticosamente, altri no: in riferimento a chi non ha riaperto sono emblematici i casi dello storico chiosco di piazza Garibaldi, di una agenzia immobiliare in viale Lunigiana, di una gelateria in via Resistenza, di una pescheria in via Nardi.

E mentre tanta gente attende ancora di sapere quando potranno essere iniziate le pratiche per avere il rimborso di una parte almeno dell’auto perduta, tanti genitori rimangono in attesa di conoscere quale sarà l’ubicazione futura delle nuove scuole che accoglieranno i figli.Per quanto concerne le scuole, scopriamo che, a quanto pare, le future scuole saranno tutte dislocate nell’area dell’ex tracciato ferroviario a nord dei container che ospitano le scuole medie, «la soluzione più ottimale per gli urbanisti della Regione Toscana, poiché consente - sottolinea l’assessore alla pubblica istruzione, Sauro Bonatti - di ubicare le scuole in aree più tranquille e più lontane dal traffico, mentre nelle immediate vicinanze della vecchia stazione ferroviaria troverebbero posto il poliambulatorio, le case popolari e qualcosa di privatistico, come anche un nuovo cinema-teatro, di cui Aulla ha un gran bisogno. Tornando alle scuole, noi abbiamo chiesto una soluzione alternativa, con lo spostamento delle case popolari al posto di uno dei futuri plessi scolastici, ma l’orientamento della Regione Toscana è quello e costituisce un buon lavoro».

In attesa che l’ordinanza per i risarcimenti auto, ancora ferma alla Corte dei Conti, venga pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, ribadiamo che per avere il risarcimento vale la regola del “carta canta”: documento che certifica l’avvenuta rottamazione del mezzo (con in più l’attestazione dell’acquisto di una nuova auto) o fatture che testimoniano la sua riparazione alla mano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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