Finanza
L’omaggio a De Andrè
L’autore Matteo Bogazzi: è il più grande poeta italiano del 900
Stufo di essere uno dei tanti laureati sottopagati, a trent'anni il nostro concittadino Matteo Bogazzi ha scritto il volume "Omaggio a Fabrizio De André", casa editrice Edizioni Clandestine, la stessa con la quale lo scorso anno aveva pubblicato, solo in versione e-book, "Hacia la Libertad", una breve guida all' articolo 21 della Costituzione. Quest’ultimo scritto è invece - spiega Bogazzi - «un doveroso e sentito tributo ad uno dei miei idoli, a colui che considero il più grande poeta italiano del Novecento. In occasione della riunione organizzata per intitolare una piazza di Carrara, verosimilmente Piazza Battisti, a De André, sono stato invitato a leggere qualche verso tra Don Gallo ed il fotografo Kohl, per omaggiare il cantautore genovese e per presentare il mio scritto. Essendo di Carrara, è stato un onore», aggiunge. La presentazione ufficiale del libro si terrà in marzo alla Biblioteca di Marina di Carrara, e verrà organizzata con l'aiuto del Comune di Carrara. "Omaggio a Fabrizio De André" è uscito nei primi giorni di febbraio ed è già in vendita in libreria.
Per introdurre i temi trattati, questa la recensione, apparsa sul sito "Viadelcampo.com": "Questo scritto vuole essere un omaggio a chi ha capito prima di tanti altri “che non ci sono poteri buoni”, un omaggio a chi non ha voce, “alle minoranze culturali, politiche, sociali, alle vittime del potere e dei poteri, dell’ignoranza e dei pregiudizi”. Uno sfogo contro i potenti, quelle “nuvole” che aleggiano su di noi e che non ci fanno vedere la luce del sole, ed il cui unico scopo è quello di mettersi tra noi e il cielo, “come fanno quelle nuvole che vanno e che vengono, senza neppure darti il conforto di una goccia di pioggia”. È infine un omaggio a tutti quelli che sono morti per delle idee, e così facendo sono stati resi immortali dagli stessi ideali che li hanno condotti alla morte, ma sino all’ultimo respiro non hanno mai ceduto alla tentazione di credere “che l’idea giusta era un’altra, un altro il movimento”.
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