Il Tirreno

Arriva l’hospice alla Don Gnocchi

di Chiara Sillicani
Arriva l’hospice alla Don Gnocchi

Dopo anni di attesa, la struttura per malati terminali potrebbe aprire i battenti ad aprile

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MASSA. Dopo anni di attesa, dopo lo stand by, arriva la decisione, seppur non ancora ufficiale: via libera all’hospice alla Don Gnocchi. Dietro il nome inglese si nasconde una struttura a metà strada tra il sociale e il sanitario. L’hospice, infatti, accoglie i malati gravi e in fase terminale, un luogo in cui il paziente riceve tutte le cure necessarie, in un ambiente il più possibile vicino a quello domestico: prestazioni mediche e familiarità. A prevederlo è una delibera della Regione Toscana. Ma la nostra provincia quella struttura la attende da anni. E i malati sono costretti ad “emigrare” a Pisa o Livorno.

Il via libera. Adesso siamo alla svolta. A Pasqua l’hospice, alla fondazione Don Gnocchi, potrebbe aprire i battenti. Del resto camere e servizi sono pronti da un po’, da quando l’ex direttore generale dell’Asl Antonio Delvino decise, seppur provvisoriamente, per l’opzione Don Gnocchi. In attesa della soluzione definitiva.

Una risposta alla collettività e, soprattutto ai soggetti più deboli. Vero che esistono sul territorio un efficiente unità di cura palliative (anche a domicilio) ed un valido reparto di oncologia. Altrettanto vero, però, che non tutti vivono in case adatte ad ospitare malati terminali. E l’hospice per loro, e per le loro famiglie, è una risposta e una tutela.

Una lunga storia. La struttura apre i battenti - anche se una delibera dell’azienda sanitaria ancora non c’è - dopo un lunghissimo travaglio. Nell’aprile del 2010 la conferenza dei sindaci approva il Pal (piano di programmazione sanitaria locale), vale a dire lo strumento con cui si definiscono le linee guida della sanità territoriale. Il piano parla chiaro: l’hospice si farà a Montepepe, nella palazzina che ospitava il reparto di otorino (ora trasferito al monoblocco). Ma due anni fa quei locali sono occupati e, in attesa della dismissione, si pensa all’ipotesi b: la fondazione Pelù in cui - spiegava all’epoca l’Asl - i lavori erano ancora in corso. Ecco quindi la carta Don Gnocchi. Lo stesso direttore Delvino spiegava: «Il percorso con la Fondazione nasce dalla nostra volontà di accelerare la realizzazione dell’hospice». Il percorso sarebbe stato sugellato con una convenzione. Documento che adesso spinge ulteriormente ad accorciare i tempi. La Don Gnocchi, allo scopo, ha ristrutturato uno stabile, quello che per anni ha ospitato la casa Ascoli: 10 camere con due posti letto (nell’hospice è prevista anche l’accoglienza per un familiare del paziente). Chiaramente l’accordo Asl-Fondazione garantisce un servizio gratuito al paziente: a pagare - 265 euro al giorno - sarà il servizio sanitario.

Capitolo Monterosso. A quanto pare la Fondazione gestirà anche i 10 posti di letto che sorgeranno, come dicevamo, a Carrara. L’Asl potrebbe, infatti, dare il via ai lavori: il finanziamento da Firenze c’è dal 2010.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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