Il Tirreno

Tropicana, condanna e confisca del complesso

di Chiara Sillicani
Tropicana, condanna e confisca del complesso

Otto mesi al commercialista Antonello Bertozzi per l’evasione fiscale Prescritta la lottizzazione, ma gli acquirenti rischiano comunque di perdere casa

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MASSA. Otto mesi per evasione fiscale ad Antonello Bertozzi e la confisca del Tropicana, la residenza turistico-alberghiera la cui vicenda è finita nelle aule di tribunale. Ventitre appartamenti di pregio, in un complesso con tanto di piscina, a pochissimi metri dal mare. Una struttura a cui i proprietari rischiano di dire addio per sempre. La sentenza del giudice Ermanno De Mattia, emessa martedì in tarda serata, parla chiaro: il reato di lottizzazione abusiva è prescritto (estinto per decorrenza dei termini), ma comunque accertato. Tradotto: la pena accessoria della confisca scatta comunque. Il complesso potrebbe essere acquisito nel patrimonio dello Stato e, quindi, finire nella disponibilità del Comune. Il condizionale è d’obbligo perchè, in ogni caso, la confisca scatta soltanto a sentenza definitiva e la difesa ha tutta l’intenzione di ricorrere in appello.

La sentenza. Antonello Bertozzi, commercialista settantenne e consulente del Tribunale, era l’ amministratore della Grta, la società che ha costruito e venduto gli appartamenti in via Verdi. Evita la condanna per lottizzazione abusiva, ma non quella per evasione fiscale: 8 mesi e la interdizione dai pubblici uffici per un anno. Per il pubblico ministero Alberto Dello Iacono il professionista non avrebbe fatturato 700mila euro incassati dalla vendita di 22 appartamenti realizzati dalla sua società. Società che, tra le altre cose, ha mantenuto la proprietà di una delle unità immobiliari.

La vicenda. Quella del Tropicana è la terza sentenza nella complessa vicenda rta. Tre sentenze, a dire il vero, dagli esiti completamente diversi. Per il Doria il giudice Antonella Dragotto derubrica la lottizzazione in abuso, nessuna condanna. Per il giudice Antonia Aracri, invece, all’Old River la lottizzazione abusiva non c’è mai stata. Vero che la confisca di tre appartamenti è scattata anche al Doria. Non disposta dal giudice, però. Si tratta, infatti - e la cosa è ben diversa - di confische amministrative disposte dal Comune a carico degli acquirenti che non hanno accettato di ripristinare l’attività alberghiera. E ora il caso del Tropicana: la lottizzazione è prescritta, ma accertata, quindi scatta la confisca del bene. Altra questione il secondo capo di imputazione, quello dell’evasione per cui Bertozzi è condannato (con sospensione pena, chiaramente) ad otto mesi.

La posizione degli acquirenti. Ma la confisca apre un capitolo complesso in cui entrano in gioco anche gli acquirenti degli immobili. Loro non sono stati chiamati a processo, dunque il pm non ha riconosciuto loto responsabilità penali. Nonostante ciò perdono la disponibilità di un bene, del loro appartamento al Tropicana. Renato Lanfranconi è l’avvocato di due acquirenti che hanno promosso una causa civile per invalidare i contratti di compravendita, traduce il concetto: «Agli effetti pratici della sentenza penale gli acquirenti in buona fede, mai indagati, sono stati considerati alla stregua di compartecipi al reato di lottizzazione. Bertozzi si tiene i soldi ricavati dalle vendite, di cui buona parte in nero, mentre ai veri danneggiati vengono ora confiscati gli appartamenti. L'onestà sarà anche lodata, ma muore sempre di fame». Cosa ne sarà di quegli appartamenti? Il prossimo passo è l’appello. Anche se il sindaco Pucci assicura che i proprietari hanno già richiesto di ripristinare, come per il Doria, l’attività alberghiera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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