Il Tirreno

Molestie, Binini difende don Peretti

L’ex vescovo testimone in aula. Ma il pm lo mette in difficoltà: «Perché non avete mai aiutato quelle povere ragazze?»

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MASSA

«Secondo lei un prete può essere amicissimo, come ha detto don Peretti l’altra volta in aula, di un uomo (Guerrino Della Bona) che è stato condannato per violenza sessuale a un’adolescente? E può far finta di nulla trovandosi due ragazzine che non parlano bene l’italiano e sono in balia di malintenzionati? Perché don Peretti non ha avvertito la questura e neppure la Curia? Perché il parroco non le ha aiutate?». L’ex vescovo di Massa-Carrara, dal 1991 al 2010, monsignor Eugenio Binini, è stato spiazzato dalle domande del pubblico ministero Rossella Soffio. L’alto prelato aveva appena descritto come irreprensibile don Giuseppe Peretti spronato dal legale del prete, Giacomo Bugliani, poi quando è stato controinterrogato dall’accusa ha vacillato: «Non so che dirle, sta nel comportamento di ognuno di noi. Per quanto riguarda le frasi gergali e un po’ volgari devo dire che io non le userei, ma con i tempi che corrono usare un certo tipo di linguaggio è normale anche per i preti purtroppo». Poi sull’amicissimo Della Bona: «Don Peretti è sempre molto esuberante nel linguaggio, magari ha usato il superlativo ma in fondo si trattava di un’amicizia normale». Monsignore ha poi provato a spiegare la mancata segnalazione alle forze dell’ordine: «Poteva segnalarle, ma è moralmente lecito non farlo. Forse ha pensato di utilizzare la rete della parrocchia per dare una mano...». Qui il sostituto procuratore ha alzato la voce: «Ma se non le aveva mai viste nessuno, come facevano ad aiutarle monsignore?». Binini ha allargato le braccia come dire che cosa posso farci. E il pm ha fatto l’ultima domanda: «È normale secondo lei che un prete abbia un letto a due piazze? Cosa se ne fa una persona di un letto a due piazze?». Monsignor Binini ha detto di no, poi si è alzato e ha stretto la mano a don Peretti. E il parroco ha chiesto di poter fare una dichiarazione spontanea: «Ho un letto a due piazze perché ho paura di cadere in terra nel sonno».

L’ex vescovo era il testimone più importante che presentava la difesa del parroco accusato di molestie sessuali per aver palpato due prostitute romene in un paio di occasioni. Le ragazze venivano sfruttate da due connazionali, arrestati più di un anno fa insieme a don Peretti, Della Bona e un marocchino - Mohammed Ouardi -, anche lui tra i clienti delle baby squillo. Per tutti il gip ha disposto il giudizio immediato, ma mentre il parroco di Turano ha professato la sua innocenza gli altri due hanno patteggiato (con pene superiori all’anno per entrambi).

Ma c’erano anche i fedeli, quelli che con don Giuseppe vivono da decenni gomito a gomito: «È una persona che non farebbe del male a nessuno, è un prete che aiuta chiunque lo vada a trovare. Alle volte eccede negli aiuti per troppo amore», questo il leit motiv. La prima a testimoniare è stata una insegnante precaria, Lucia Trabucchi: «Sì, don Peretti abbraccia anche me come abbraccia tutti quanti. Senza malizia. Un abbraccio paterno, non si può mettere in discussione una persona come lui».

E come l’insegnante anche altri hanno giurato sulla bontà del parroco. In troppi secondo il presidente del collegio (Maria Cristina Failla), che ha chiesto alla difesa di tagliare il numero dei testi perché stavano raccontando circostanze non attinenti ai fatti contestati. E l’avvocato Bugliani ha eseguito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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