Il Tirreno

Cabine nei parcheggi Richiesta dei balneari per salvare Ronchi

di Chiara Sillicani

Proposta fatta anche alle commissioni ambiente e turismo Il sindaco Pucci: è un’ipotesi su cui stiamo già lavorando

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MASSA

Sede nuova, ma stessi temi: sabbia, geotubi, lavori antierosione. I balneari ripropongono tutte le loro argomentazioni, punto per punto. E lo fanno di fronte a nuovi interlocutori.

La spiaggia “va” in commissione. Le commissioni comunali ambiente e turismo si riuniscono e danno voce agli uomini del mare. A tutti, indipendentemente dalle categorie e dalla associazioni di appartenenza. E in quella sede, tra argomenti già noti, ne emergano di nuovi. Uno in particolare: il piano dell’arenile è vecchio di decenni, ha 35 anni sulle spalle, ma in attesa di un nuovo strumento di pianificazione, Ronchi deve essere salvato. Tradotto: la spiaggia va protetta e il lavoro dei balneari garantito. In vista della stagione 2012 che ormai è bussa alla porta.

L’idea dei balneari. Ecco quindi la proposta: permettiamo agli stabilimenti di Ronchi, anche e soprattutto a quelli che hanno fatto i conti con i crolli, di arretrare. Detto in parole semplici: cabine più vicine alla strada o, per i bagni che ce l’hanno, nel parcheggio. Certo, la rinuncia tocca perché i titolari di quegli stabilimenti dovranno comunque ridurre un servizio. In ogni caso, però - se arrivasse il via libera dell’amministrazione - avrebbero la possibilità di accogliere i turisti. La spiaggia è poca, pochissima in alcuni casi: impossibile piantare anche una sola fila di ombrelloni. E retrocedere è l’unica salvezza. Ma naturalmente serve l’autorizzazione di Palazzo civico che su quel tipo di interventi ha la competenza.

La posizione del Comune. Il sindaco Pucci non si tira indietro: «Siamo di fronte ad una situazione di emergenza, stiamo lavorando sull’ipotesi avanzata dai balneari. Ora però - aggiunge - si tratta di definire strumenti per questo tipo di intervento». Tradotto: in tempi brevi serve una pianificazione, se non definitiva, almeno tale da permettere spostamenti di strutture sull’arenile.

Piccole frizioni. Un tema delicato che evidenzia, se non fratture, qualche dissidio all’interno del fronte dei balneari. Gli uomini della Compagnia del mare (rappresentati in commissione da Emanuele Panconi) colgono l’occasione per puntare il dito sull’immobilità dell’amministrazione: «Aspettiamo un piano dell’arenile da trent’anni e chi governa la città si muove adesso, in piena emergenza. E - aggiunge Panconi - ad un anno dalle elezioni amministrative». Vale a dire: se gli strumenti di pianificazione già esistessero allora non sarebbe necessario ricorrere a una deroga o a complicate eccezioni alla regola. Non solo: la questione, come è evidente da qualche settimana, si connota politicamente.

La Compagnia del mare sottolinea le sue priorità, più volte espresse: «Salvare ronchi, certo, ma anche definire un piano per il litorale e intervenire a levante» riprendendo gli interventi antierosione dal Versilia. Perchè così prevedeva il progetto, ma le ruspe hanno cominciato i lavori dal Frigido verso Poveromo- Cinquale e non viceversa.

Appello all’amministrazione.
Poi un appello - unitario e condiviso - rivolto al Comune: la Regione, dopo l’incontro di lunedì, ha riconosciuto un ruolo attivo anche a Palazzo civico. Bene - ed ecco l’appello - lo eserciti quel ruolo garantendo controllo e condivisione. Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana, sintetizza: «Si porti sabbia per il ripascimento solo a lavori conclusi correttamente e tutti i rilievi effettuati siano resi pubblici». Una richiesta di cui le due commissioni si impegnano a farsi portavoce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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