La manifestazione
Atn: spariscono i bus per i paesi a monte
Tagli fino al 60% nella rete delle linee extraurbane, pesantissimo il giro di vite sull’occupazione, a rischio 80 posti
CARRARA
E’ allarme per il futuro del trasporto pubblico locale. E i numeri, quelli dei posti di lavoro a rischio dal 2013, sia sui bus che in officina e negli uffici Atn, potrebbero essere addirittura più preoccupanti di quelli espressi dalle Rsu aziendali. La mannaia legata alla riorganizzazione del trasporto e alla gara unica regionale, potrebbe calare su 80 lavoratori ( non sessanta come nell’allarme lanciato dal sindacato) dei 210 attualmente impiegati ad Atn.
E si profila un quadro più critico anche per quel che riguarda la riduzione (annunciata) delle corse: i tagli, nei percorsi extraurbani andranno dal 40% fino al 60%. Una vera e propria tegola per quel che riguarda, nella nostra provincia, le frazioni della Lunigiana (si parla del mantenimento solo delle per Aulla, Pontremoli e Fivizzano) e i paesi a monte, sia di Carrara che di Massa.
Uno scenario drammatico legato - spiegano gli addetti ai lavori - alla riduzione di conferimenti per il trasporto pubblico locale, dal governo alle amministrazioni regionali: si è passati da 220 a 160 milioni.
Sullo sfondo un braccio di ferro, già iniziato fra la provincia apuana e la Regione Toscana: perché il taglio, annunciato, di 3 milioni di chilometri per il nostro territorio è stato definito insostenibile.
E’ per questo motivo che ieri la Provincia e i sindaci di Massa e di Carrara, hanno inviato una nota all’assessore toscano ai trasporti Luca Ceccobao, in cui viene respinta la proposta avanzata dalla Regione. In sostanza tagliare quei 3 milioni di chilometri dai percorsi dei bus finirebbe- su questo le istituzioni locali non hanno dubbi - per mettere a rischio i servizi nelle frazioni montane e un ottantina di posti di lavoro. Senza neppure la possibilità di fare ricorso alla cassa di integrazione: insomma quella gente andrebbe a casa.
L’ad di Atn: 60 milioni in meno per il trasporto pubblico L’amministratore delegato di Atn, Riccardo Bertini, fa un quadro della situazione dell’azienda partendo dai dati regionali.
«Nel 2010 la Regione aveva a disposizione dal governo, per i servizi di trasporto pubblico locale circa 220 milioni di euro - spiega Bertini. Questi fondi sono diventati, già dallo scorso anno 160, 60 milioni in meno,con tagli inevitabili sui chilometri di percorrenza dei bus che andranno toccare soprattutto le linee extraurbane, con riduzioni dal 40 al 60%.Giro di vite anche sull’occupazione: in Toscana si parla, dal 1° gennaio 2013, di 2mila posti in meno».
L’assessore Sara Vatteroni: respinta la proposta di tagli della Regione «La riorganizzazione dei trasporti è un tema importante, su cui stiamo lavorando da tempo: noi abbiamo presentato una bozza di riorganizzazione, che prevede la riduzione da4,2 milioni di chilometri a 2 milioni e 300mila. Non possiamo scendere oltre, e per questo abbiamo respinto la proposta della Regione che parla di 1 milione di chilometri in totale». In sostanza, la Regione avrebbe intenzione di dare un giro di vite soprattutto nelle linee deboli (per numero di passeggeri) garantendo i collegamenti con il centro solo per le frazioni con più di mille abitanti. Lasciando scoperte le fasce più deboli.
Insomma un quadro che si presenta difficile, anche se per la nostra provincia i tagli dovrebbero scattare non dal 1° gennaio ma dalla metà di giugno del 2013: fino a quella data, infatti, resta in vigore la clausola di salvaguardia siglata dalle istituzioni locali con Atn.
Ma sarebbe solo una questione di tempo, di pochi mesi insomma, prima di assistere alla riorganizzazione del sistema trasporto, e ai tagli.
«La preoccupazione - afferma l’assessore ai trasporti della Provincia Sara Vatteroni - è tanta sia dal punto dio vista dei servizi che da quello occupazionale. Per questo seguiamo da vicino l’intera vicenda».
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