Il Tirreno

«Una pesa per la sabbia» gli operatori non si fidano

«Una pesa per la sabbia» gli operatori non si fidano

Tutto il turismo, dai balneari agli immobiliaristi, contro la Provincia Disposti a un’altra estate senza spiaggia a patto che i lavori siano trasparenti

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MASSA

Da anni chiedono interventi per salvare la spiaggia. Ora che i lavori anti-erosione sono in corso, ne chiedono in sostanza lo stop. Perchè non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte ed è quindi necessario controllare e verificare meglio. Anche a rischio di trascorrere un’altra estate senza sabbia.

Se si vuole avere un’idea del livello di preoccupazione degli operatori turistici sugli interventi di ripascimento del litorale massese, leggetevi la lettera aperta che hanno inviato al presidente della Provincia.

A firmarla sono tutte le associazioni che rappresentano l’economia legata al turismo (non solo i balneari, dunque, ma anche commercianti e albergatori). Un segnale anche questo. Riviera Apuana, Albergatori di Confcommercio, Fiaip (che sono gli agenti immobiliari, quelli che trattano le seconde case), Centro Sub Alto Tirreno, Cantro commerciale naturale di Marina, Aeroclub, Consorzio Riviera Toscana, Confesercenti, gruppo Massa non è una città per giovani, Ageparc (campeggiatori), Cooperativa Mare sicuro (i bagnini), Pro Loco Ronchi Poveromo: ci sono proprio tutti.

Tutti a chiedere una sterzata decisa alla Provincia «perchè fallire questa occasione vuol dire compromettere il futuro della nostra attuale e unica risorsa turistica».

I geotubi, argomentano, sono stati un fallimento – «le opere, ammette la stessa Provincia, sono state eseguite male» – e negli ultimi quattro mesi «nessuno ha lavorato per sistemare gli errori». Per questo l’enorme quantitativo di sabbia che verrà portato per il ripascimento «può perdersi in poche mareggiate, proprio perchè non difeso dalle strutture». E se così fosse, «verrebbero spesi inutilmente 6 milioni di soldi pubblici, un finanziamento che non verrà più erogato».

Da qui le richieste rivolte al presidente Osvaldo Angeli.

Punto numero uno: prima di iniziare il ripascimento, balneari & c. chiedono che «vengano terminate, verificate e collaudate le strutture in geotessuto, così come indicato dal progetto e che i risultati siano condivisi con gi operatori».

Secondo: «Si faccia un ripascimento parziale, esaminando insieme agli operatori le zone più critiche al fine di consentire la stagione ai bagni più colpiti e di monitorare le strutture. Poi, una volta sicuri della tenuta delle strutture, passare al ripascimento massiccio previsto e finanziato, anche se avverrà dopo l’estate: i balneari sono disposti ad aspettare».

Terzo: «Installare una pesa prima di cominciare qualsiasi trasporto di sabbia, per avere massima trasparenza».

Quarto: «I risultati dei rilievi, il crono-programma dei lavori e ogni modifica al progetto vengano resi pubblici». In altre parole,una specie di commissariamento della Provincia.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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