Sicurezza
Ma qualche negozio ha già deciso di chiudere i battenti
L’amministrazione assicura che la tabella di marcia è pienamente rispettata. Eppure i cantieri qualche vittima la fanno. Soffre soprattutto piazza Mercurio, una piazza senza identità
MASSA. L’amministrazione assicura che la tabella di marcia è pienamente rispettata. Eppure i cantieri qualche vittima la fanno. Soffre soprattutto piazza Mercurio, una piazza senza identità: palazzo Bourdillon inagibile, idem per il secondo piano della biblioteca e addio mercato del martedì.
Basta aggiungere i cantieri e una crisi economica senza precedenti e gli ingredienti per il tracollo ci sono tutti. Massimiliano Bianchi a marzo lascerà la sua ortofrutta: «I lavori hanno preso il via ad ottobre e dall’estate se n’è andato il mercato, i parcheggi sono lontani. Così non possiamo farcela». A pochi metri da lui c’era la storica pizzeria, ai piedi della piastronata. C’era, appunto, perché adesso non c’è più: ha cessato l’attività. Pochi metri, per raggiungere piazza Aranci, e ti imbatti negli Svizzeri. Ancora un’attività storica, costretta a convivere tra due cantieri, uno lato Carrara (piazza Aranci), l’altro (piazza Mercurio) alle spalle. “Prigionieri” in una zona off limits per le auto.
Fabrizio Belatti, il titolare, è sconfortato: «Soffriamo molto, il flusso di clienti, con la strada chiusa, è diminuito pesantemente». Vero: poi - almeno così dovrebbe essere - avremo un centro più bello, completamente a disposizione dei cittadini. Me nel frattempo? «Il Comune - Belatti dà la sua lettura dei fatti - ha commesso l’errore di non pensare prima ad una rete di servizi, poi ai lavori». Tradotto: non ha definito al meglio viabilità e parcheggi, prima di far arrivare le ruspe. In effetti, a parte la chiusura alla circolazione, i camion che fanno avanti e indietro sul lato Carrara della piazza qualche problemino lo creano. Anche agli automobilisti che devono lasciare il parcheggio
Su piazza Aranci (leggi articolo sopra) è vita dura per la gelateria Haziel. Pronto a fare i bagagli anche Fabio Angeloni, titolare di Audibel: «Non è escluso un trasferimento, lavoriamo con clienti anziani e se le macchine non hanno accesso alla strada per noi diventa complicato». È più ottimista, invece, Maria Pia Geri, proprietaria dell’omonimo negozio di casalinghi: «Certo siamo danneggiati dai cantieri, il loro effetto si somma a quello della crisi, ma se il fine è una città migliore...Speriamo solo che i tempi siano i più rapidi possibili». Insomma, il commercio non se la passa bene e le ruspe non aiutano. L’augurio è che a breve il cantiere chiuda i battenti.
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