La manifestazione
Le multe dei vigilini? Una vera tassa mascherata
Da qualche anno il territorio di Carrara centro è diventato un “parcheggio” a pagamento. La motivazione di tale scelta, che rende difficile la vivibilità della città da parte dei residenti
Da qualche anno il territorio di Carrara centro è diventato un “parcheggio” a pagamento.
La motivazione di tale scelta, che rende difficile la vivibilità della città da parte dei residenti e di chi vi è costretto ad andarci per lavoro o per altre necessità, non è stata mai sufficientemente indicata.
Da più parti si mormora per la necessità di dare alla progetto Carrara, incaricata del servizio, una qualche attività.
Per l’espletamento del servizio sono stati assunti appositi dipendenti definiti ormai “vigilini”, rivelatisi nel tempo implacabili. E’ difficile vederli, proprio perchè il loro scopo non è prevenire bensì reprimere, ma sono sufficienti pochi minuti di ritardo per essere costretti a versare alle casse un consistente “obolo”; di fatto una vera e propria tassa mascherata.
Tale concetto è avvalorato dalla mancanza o insufficienza di parcheggi liberi, pertanto i cittadini non possono scegliere tra parcheggio a pagamento e parcheggio libero.
L’unico parcheggio libero, in località San Martino, non risulta indicato e distante dal centro.
L’importo iniziale di qualche decina di euro, in caso di mancato pagamento nei dieci giorni, subisce una crescente lievitazione sino a diventare un importo di tutto rispetto.
E tutto questo mentre l’amministrazione comunale ha ritenuto di tener conto delle necessità di una società privata, come la Porto Spa e di Associazioni come Confartigianato e Cna, concedendo loro un’area di 10.000 metri quadrati per parcheggio camion ad un prezzo simbolico o assolutamente ridotto.
In tutta questa vicenda sorprende la pazienza dei cittadini di Carrara, aiutata forse dalle qualità soporifere del suo primo cittadino.
In questi giorni è apparsa, sulla pagina nazionale di un importante quotidiano, una notizia che getta una luce preoccupante su uno scenario possibile che può vedere coinvolti tutti noi.
L’articolo riporta la vicenda di un signore di Genova, malato di Alzheimer, che ricevette la notifica di una multa di 63 euro, a cui non riservò grande attenzione. Stessa cosa fece la moglie, forse per i gravi problemi di salute.
Quella multa insignificante nei cassetti delle agenzie di riscossione lievitò fino ad arrivare ad euro 1.500,00 quando Equitalia, per riscuotere la somma “dovuta”, mise all’incanto la casa dei due malcapitati; nel frattempo il capo famiglia era deceduto. I figli della coppia per ritornare in possesso dell’immobile hanno dovuto pagare a chi se l’era aggiudicata la somma di euro 200.000.
Non sappiamo chi se l’era aggiudicata, ma pensiamo per un attimo, se fosse stata qualche organizzazione particolare, quali possibilità offriamo loro.
Questa vicenda ci fa riflettere su provvedimenti che vengono assunti dagli enti pubblici per fare più facilmente cassa, senza pensare agli ulteriori problemi che andiamo a creare ai cittadini. E’ necessario ritornare allo spirito di collaborazione, garantendo interventi preventivi non sanzionatori. Non è cosa di poco conto.
I cittadini non possono pagare gli errori dei loro amministratori.
E’ bene che i candidati sindaci assumano precisi impegni su questo punto.
Associazione Carrara nel mondo
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