Il Tirreno

Due associazioni “sfrattate” dal Centro alcologico dell’Asl

di Cinzia Chiappini

Un operatore ha dovuto ricevere in auto un utente in crisi di astinenza, poi dopo le proteste la schiarita con molte incertezze: Ogap e InDipendenza possono ancora operare a Sant’Antonio

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CARRARA. Ogap e InDipendenza sfrattate - e poi riammesse, a quanto sembra – dal Centro alcologico di S.Antonio: da qualche tempo i rapporti con la Asl erano “tesi”. Ieri mattina la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un operatore delle associazioni costretto a ricevere in auto un utente in crisi di astinenza. Una giornata piena di tensione, con una schiarita finale che però lascia molte incertezze. Partiamo dall’inizio.

Dopo una lunga e proficua collaborazione, coronata ufficialmente nel novembre del 2008 con l’inaugurazione del centro alcologico di S. Antonio, qualcosa sembra essersi incrinato nel rapporto tra la Asl apuana e Ogap e Indipendenza, due importanti associazioni che operano da oltre 25 anni nella lotta all’alcolismo e alle polidipendenze in provincia di Massa-Carrara.

Tanti, tantissimi gli utenti di questi soggetti associativi, che con uno staff altamente specializzato, composto da una ventina di professionisti (laureati in discipline specifiche per l'assistenza di alcolisti e persone affette da poli-dipendenze) gestiscono oltre cento famiglie in tutta la provincia di Massa-Carrara, di cui almeno una settantina nel solo comune di Carrara, un territorio “tradizionalmente” soggetto al problema alcolismo.

Un'attività no-profit che gli operatori svolgono a titolo completamente gratuito: il rapporto tra l'Azienda sanitaria e Ogap e InDipendenza è regolamentato ormai dal 2010 da una convenzione annuale in base alla quale le due associazioni integrano e affiancano i servizi dell’azienda sanitaria locale, lavorando “gomito a gomito” con il personale Asl all'interno del centro alcologico di S.Antonio e svolgendo svariate attività sul territorio.

In cambio l'azienda sanitaria garantisce ai due gruppi un rimborso spese, che dai 7mila euro annui del 2010, è stato ridotto a 5mila euro nel 2011 e subirà un ulteriore ridimensionamento anche quest'anno. L’ultima convenzione, quella relativa al 2011, è scaduta lo scorso 31 dicembre e da allora Ogap e InDipendenza ne hanno sollecitato il rinnovo: ma nei giorni scorsi i rappresentanti delle due associazioni avevano iniziato a percepire delle tensioni all'interno del Centro di S.Antonio tanto che proprio nella giornata di lunedì alcuni di loro si erano recati dal sindaco di Carrara Angelo Zubbani per sollecitare un chiarimento con la Asl. «Chiediamo che l’attribuzione di spazio per le nostre associazioni trovi una sua formalizzazione da parte del Comune o dell'Azienda sanitaria locale», si legge nel documento consegnato al primo cittadino, un testo che ha in qualche modo anticipato il precipitare degli eventi.

Una persona in crisi di astinenza.

Martedì mattina infatti, un operatore delle associazioni impegnato con un caso di palese emergenza, una persona in crisi di astinenza, è stato costretto ad assistere l'utente nella sua auto, vedendosi negare l'accesso al Centro alcologico. «Stamani abbiamo pensato di registrarci come alcolisti pur di entrare e riuscire a garantire il servizio ai nostri assistiti», ha spiegato Maria Paola Freschi, presidente di Ogap, alla Commissione Sanità e Sociale del Comune di Carrara, che questa mattina ha ricevuto una piccola delegazione delle due associazioni. «Condividiamo e sosteniamo le richieste di queste due associazioni e ci attiveremo per avere un chiarimento ai vertici della Asl», hanno dichiarato praticamente all’unisono i componenti della commissione sociale, presieduta da Carlo Boni.

In linea con la posizione espressa dal sindaco Zubbani, anche i consiglieri comunali hanno ribadito la necessità che gli operatori di Ogap e InDipendenza continuino a lavorare a stretto contatto con il personale Asl: «Il centro alcologico – ha ricordato Carlo Martini, ex assessore al Sociale e membro della commissione Sanità – nacque proprio dalla “spinta”di queste associazioni, grazie al loro lavoro e agli importanti risultati che hanno conseguito in tanti anni di attività».

La schiarita.

E proprio mentre la commissione Sanità si impegnava a produrre un documento di sostegno alle due associazioni, una telefonata “informale”dei vertici Asl al presidente Boni ha impresso un’inaspettata e improvvisa svolta alla situazione: «Dicono che è tutto rientrato – ha comunicato Carlo Boni – le associazioni potranno tornare a lavorare come al solito all'interno del Centro alcologico».

Una schiarita improvvisa, che però non ha fatto desistere i rappresentanti di Ogap e InDipendenza dalle loro intenzioni: «Ora più che mai - ha concluso Maria Paola Freschi – è necessario mettere nero su bianco i termini della nostra presenza a S.Antonio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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