Sicurezza
Atn: a rischio sessanta posti di lavoro
Nel mirino della riorganizzazione regionale finiscono anche le corse: meno autobus in Lunigiana e nei paesi a monte
CARRARA. Sessanta posti di lavoro a rischio. Due terzi del trasporto extra urbano sotto la scure dei tagli, con un giro di vite annunciato nelle linee della Lunigiana e dei paesi a monte.
E’ questo il quadro, a “tinte fosche”, lo definisce la Cgil, relativo al futuro dell’Atn, alla vigilia della giunta regionale ( in calendario il 21 febbraio) che dovrà deliberare il nuovo assetto del trasporto pubblico, con il passaggio delle deleghe direttamente alla Regione.
Un passaggio che, secondo il sindacato, non sarà indolore e su cui è stato già lanciato un allarme.
Allarme della Cgil: siamo al dramma sociale
«Una situazione devastante: i guasti ai mezzi, segnalati sulla stampa, sono solo la punta dell’iceberg di un problema molto più grave, sia per i dipendenti dell’azienda che per gli utenti».
Così parla di Atn AngeloFruzzetti, responsabile Trasporti della Cgil.
«I mezzi Atn sono obsoleti, ma, dopo quest’anno ci troveremo a fra fronte con emergenze ancora più gravi in termini di taglio di chilometri e di posti di lavoro - spiega Fruzzetti - Noi l’allarme lo abbiamo già lanciato. Abbiamo parlato di questa situazione tempo fa in provincia, ma gli unici che si sono interessati alla questione furono alcuni sindaci della Lunigiana. Adesso, alla luce di una riorganizzazione che porterà tagli dei posti di lavoro e dei servizi ci aspettiamo un intervento più deciso delle istituzioni: siamo di fronte a un dramma sociale».
La Rsu: a rischio 60 di lavoro
La vera emergenza, per Atn, scatterà il prossimo anno quando il passaggio delle deleghe al trasporto provinciale passerà nelle mani della Regione, con tanto di gara unica destinata - secondo i timori delle Rsu dell’azienda - a tagliare corse e posti di lavoro.
«Il 2012 lo andremo a finire con 400mila euro di conferimenti in meno e con servizi ridotti, per l’estate, nella zona della Lunigiana dove saranno previste solo due corse al giorno- spiega Leonardo Fazzi, della Rsu della Cgil - Ma i veri problemi cominceranno dal 2013».
E il quadro tracciato per il futuro del trasporto pubblico provinciale è, almeno nelle previsioni, più che preoccupante. Innanzitutto per la scure, annunciata, sui posti di lavoro: una sessantina (ma si potrebbe arrivare fino a 80) in meno rispetto alle 210 unità ad oggi impiegate in Atn fra autisti, addetti alle officine e impiegati, dalla zona di costa fino alla Lunigiana.
Corse ridotte in Lunigiana e nei paesi a monte
A fare le spese della riorganizzazione del trasporto pubblico, secondo quanto messo in evidenza dalla Rsu dell’Atn, saranno anche i servizi. Si annuncia infatti una riduzione di due terzi del trasporto extra urbano: per la Lunigiana, in sostanza, verranno mantenute solo le corse “forti”: ossia i collegamenti con Aulla, Fivizzano (per via dell’ospedale) e Pontremoli.
Destinati a una drastica riduzione anche i trasporti nei paesi a monte della nostra città: con un giro di vite sui collegamenti per Colonnata, Bergiola, Bedizzano e tutte le altre frazioni montane.
Insomma una situazione difficile, sia per i dipendenti di Atn che per i cittadini stessi. Soprattutto quelli che, come ad esempio gli anziani, fanno un maggior uso degli autobus.
Marchini (Rc): preoccupato per gli utenti dei paesi a monte
La situazione, e il futuro di Atn, sono stati al centro dell’ultima commissione comunale, del settore trasporti, presieduta dal consigliere di Rifondazione Piero Marchini. «Abbiamo ascoltato il quadro della situazione che ci hanno fornito i rappresentanti sindacali e le preoccupazioni non mancano - spiega Marchini - soprattutto per il futuro e per i tagli annunciati anche sulle corse per i paesi a monte. Alla luce di questo abbiamo intenzione di convocare, per la prossima commissione, i vertici di Atn: e poi l’assessore provinciale ai trasporti Sara Vatteroni».
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