Sicurezza
«Da migliorare la qualità di vitto e il mobilio della Rsa»
Richiamo della Cisl: lo standard non è conforme al protocollo e cioè a quello di una casa non di un ospedale
PONTREMOLI
La richiesta, da parte del sindacato, di un infermiere in più per la Rsa (residenza sanitaria assistita) di Bagnone dove, ad oggi, la coperta è troppo corta perché delle 6 unità in servizio una non è in maternità e non è mai stata sostituita.
E, per quel che riguarda la Rsa di Pontremoli un richiamo forte da parte della Cisl sulla qualità di vitto e mobili: secondo la responsabile sanità del sindacato, Laura Lucchesi: «Devono essere entrambi migliorati perché lo standard non è, come dovrebbe essere da protocollo, quello di una casa e non di un ospedale».
Sono state le residenze assistite per gli anziani al centro del tavolo convocato ieri pomeriggio in Asl, alla presenza della direttrice sanitaria Maria Teresa De Lauretis e delle organizzazioni sindacali.
Il primo nodo da sciogliere è l’aumento di un’unità infermieristica (sollevato anche da Valerio Musetti della Cgil) per la struttura di Bagnone. La direttrice Asl ha illustrato due soluzioni diversi: dall’altro reperire un infermiere, cosa non semplice alla luce del blocco del turn over e delle assunzioni a livello regionale. L’altra, osteggiata apertamente dai sindacati, è stata invece quella di trasferire un modulo, ossia un insieme di pazienti più bisognosi di assistenza direttamente su Pontremoli. Allo studio resta quindi al prima soluzione: quella di reperire un lavoratore, e un posto di lavoro in più sulla Rsa di Bagnone.
Per quel che riguarda invece la struttura di Pontremoli è stata Laura Licchesi, della Cisl, a risollevare una battaglia intrapresa ormai da tempo: quella per migliorare il vitto e il mobilio della Rsa stessa.
«Per prima cosa avevamo chiesto di verificare se tutto, a livello di impiantistica, fosse a norma. E su questo dall’azienda abbiamo avuto rassicurazioni - spiega la Lucchesi - Ma un altro tema che ci sta a cuore è la condizione in cui versano gli arredi: ci sono divani sfondati e mobilio non consono ad una situazione che dovrebbe essere come quella domestica, o almeno il più vicino possibile ad essa. Stesso discorso per il cibo: molti ospiti lamentano la poca diversità del vitto e la non eccellente qualità. Su questi punti abbiamo chiesto verifiche precise all’azienda perché crediamo che gli ospiti della Rsa abbiano tutto il diritto ad avere un trattamento che sia il migliore possibile».
Della situazione delle Rsa si parlerà di nuovo, in un altro tavolo con l’Asl convocato per la prossima settimana.(a.v.)
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