Il Tirreno

Boom di chiamate, e la guardia medica rischia il collasso

di Chiara Sillicani

Solo due i dottori di turno la notte, quattro nei festivi Pazienti in attesa, in centinaia chiedono aiuto al 118

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MASSA

Guardia medica in tilt e 118 in sofferenza. Influenza che impazza, sindromi da raffreddamento per le temperature polari e centinaia di telefonate: aiuto, datemi un medico! Ma il medico, ahimè, non sempre ce la fa.

Mettiamo che ti senti male e sono le sei di sabato pomeriggio. Che fai? Il medico di famiglia non è al lavoro e la soluzione è attaccarsi al telefono. Prima la guardia medica, poi, se il dottore - alle prese con altre decine di visite - non arriva, allora parte il piano B. Scatta la chiamata al 118. Risultato? Sabato nel tardo pomeriggio il telefono alla centrale operativa scotta: oltre 130 chiamate da parte di chi non sta così male da chiedere un’ambulanza, ma non sentendo suonare alla porta la guardia medica, si allarma. Tradotto: dottori della guardia medica che trottano senza sosta, 118 costretto a svolgere anche interventi diversi da quelli per cui è concepito. E pazienti in attesa. Anche per un paio d’ore.

Nel mirino, ancora una volta, l’organico: pochi medici rispetto alle necessità. Soprattutto in epoca di influenza.

Boom di telefonate

Per chi lavora alla guardia medica la vita è davvero dura. Si entra in servizio alle 20, si smonta alle 8 del mattino successivo. Lavoro a tempo pieno, invece, sabato, domenica e festivi quando il medico di famiglia in ambulatorio non c’è. A Massa i dottori che garantiscono il servizio sono quattro nei festivi, due (feste o non feste) durante la notte. Va meglio in Lunigiana: 8 presìdi attivi nel fine settimana, ciascuno con un medico, 5 nelle notti feriali. Tanto lavoro, quindi, senza dimenticare - come ricordano, invece, i sindacati - che chi lavora in guardia medica non si limita (si fa per dire) a visita e diagnosi.

Da autista a medico

Il telefono suona in ufficio e dopo 5 squilli la telefonata viene girata sul cellulare di servizio, il medico risponde, registra nome e residenza del paziente. Senza dimenticare che, diversamente da regioni come la Liguria e l’Emilia Romagna, non ha l’autista. A guidare l’auto e raggiungere anche le abitazioni più sperdute è sempre lui, il medico. Niente di strano, quindi, se le telefonate arrivano a decine e i tempi di attesa si allungano. Soprattutto il sabato: il tuo medico di fiducia non c’è, di aspettare fino a lunedì non te la senti. Chiami la guardia medica e, di fronte alla necessaria attesa, scatta la chiamata d’emergenza al 118. E parte, spesso senza che ve ne sia bisogno, l’ambulanza. Perchè l’operatore che risponde al telefono certo non si assume la responsabilità di invitare il paziente all’attesa. Tanto più che 118 e guardia medica, da oltre un anno, sono servizi distinti, con distinti numeri telefonici.

Un dato può aiutare a capire l’entità del fenomeno: il 12 dicembre, la guardia medica di Massa - per dare un’idea della mole di lavoro - aveva già garantito, dall’inizio del mese, oltre 700 visite.

Un sabato da dimenticare

Vero che il numero degli interventi sale alle stelle perchè a rivolgersi alla guardia medica è chi del dottore davvero non ne avrebbe bisogno: una crosticina sul naso, un dolorino al piede, due colpi di tosse. Telefonate e richieste di intervento che contribuiscono ad allungare i tempi di attesa per chi del medico, invece ha davvero bisogno.

Un sabato da inferno, quindi, quello appena trascorso. Telefoni bollenti alla guardia medica e al 118 e pazienti in attesa. Qualcuno così fuori di sè da contattare i giornali. Perchè il malato, si sa, si scopre egoista. Rimane però da capire se 2 medici nelle notti di inverno, quelle dell’influenza senza tregua possano farcela.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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