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«Syn-Tech a rischio» La Rsu Fiom lancia l’allarme dismissione

MASSA Sono preoccupati i delegati Rsu Fiom. Vedono profilarsi all’orizzonte l’ipotesi dismissione e temono per il futuro dei lavoratori Syn-Tech «dopo - spiegano - le dichiarazioni espresse al...

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Sono preoccupati i delegati Rsu Fiom. Vedono profilarsi all’orizzonte l’ipotesi dismissione e temono per il futuro dei lavoratori Syn-Tech «dopo - spiegano - le dichiarazioni espresse al tavolo provinciale dall'amministratore delegato. Lo stabilimento - ricorda il sindacato - nasce sulle ceneri della deindustrializzazione della ex area Corderia della Olivetti, l'insediamento fu anche l'occasione per le istituzioni e il sindacato di chiudere, con accordi vincolanti, l'annosa vicenda degli ex lavoratori Olivetti. Di fronte alla annunciata dismissione di produzione che l'azienda ha espresso senza garantire nuovi carichi di lavoro - continuano i delegati Carlo Ricci e Marco Danesi - ci sembra opportuno coinvolgere anche le istituzioni.

Abbiamo preso atto dell'attuale scarico di lavoro, chiedendo e scrivendo nell'accordo per la Cigo (cassintegrazione ordinaria) la rotazione del personale, ad oggi abbiamo ricevuto l'assoluta negazione a ruotare il personale, anzi l'azienda ha rimarcato la propria volontà di individuare nominalmente e senza criteri plausibili i dipendenti posti in cassa a zero ore, che quindi vengono penalizzati economicamente in modo devastante.

Condividiamo quindi quanto scritto sulla stampa dal segretario della Cisl Andrea Figaia che esprimeva preoccupazione in merito al futuro di Syn-Tech, al contempo crediamo che anche come sindacato interno si debba, congiuntamente ai lavoratori, denunciare il comportamento non equo e irresponsabile che la direzione tiene nei confronti dei dipendenti. Come rsu Fiom chiediamo che le segreterie provinciali di categoria si adoperino per un chiarimento con la direzione. Per quanto ci riguarda - e i sindacalisti concludono - già martedì (leggi domani) convocheremo un'assemblea dei lavoratori per valutare iniziative utili per riportare l'azienda ad un atteggiamento meno irresponsabile, al contempo diciamo a chi oggi si aggira per i reparti, a discriminare l'uguaglianza tra i lavoratori, di rinunciare ad atteggiamenti così vili. Non è sindacato dividere i lavoratori tra propri iscritti e iscritti ad altre sigle, insistere su questa linea significa solo essere interessati a promuovere la propria miseria culturale».

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