Italia
Tonnellate di sabbia dimenticate da anni
Da giugno 2010, dopo il dragaggio del Versilia, sono stoccate all’aeroporto. La Provincia: le toglieremo da lì a breve
MASSA
Sabbia, ancora sabbia. Quella che manca lungo le coste apuane, quella che arriva dai fondali del grande fiume Po per ripascere la costa, quella accumulata, da quasi due anni, all’aeroporto di Cinquale. Un montagna che freddo e pioggia hanno reso quasi rocciosa e inespugnabile.
Un grande campo verde, gli aerei che si alzano in volo e quei milioni di granelli dimenticati, proprio a pochi metri dalla riva del mare. Uno dei capitoli del grande libro su lavori antierosione e ripascimento, capitolo dal titolo “Dragaggio del Versilia”.
La storia
Siamo nel 2010, pescatori e diportisti sono su tutte le furie: hanno ormeggiato la loro barca al Versilia, ma da dicembre dell’anno precedente non riescono a prendere il largo. Chiedono, disperatamente, un dragaggio della foce. Ruspe e pale meccaniche arrivano solo a giugno, il 15 di quello stesso mese inizia la stagione turistica. L’idea è quella di utilizzare la sabbia dragata per ripascere il litorale di Ronchi, al collasso. Ma, a stagione iniziata, neanche un granello può finire sul litorale: questione di sicurezza. Eppure quelle tonnellate di materiale da qualche parte vanno stoccate. Tanto più che qualche tempo dopo le analisi dell’Arpat - come ricorda Giuliano Arrighi, dirigente del settore per la Provincia - rilevano che il materiale non è compatibile con la sabbia di Ronchi. Palazzo ducale (che ha realizzato il dragaggio) e il Comune di Montignoso (nel cui territorio si trova il Versilia) bussano alle porte dei cugini massesi (proprietari dell’area dello scalo) e a quelle dell’Aeroclub. La decisione è presa: tonnellate di materiale all’aeroporto. Ma provvisoriamente, in attesa della fine della stagione. Passa un anno, altri 8 mesi. Ed eccoci ad oggi. Sabbia sempre lì. Inadatta per ripascere. Come se qualcuno si trovasse ad accogliere in casa propria cose d’altri: nessuno viene a riprendersele e tu ti chiedi che farne. Devono sentirsi così i soci dell’Aeroclub.
Provincia pronta ad intervenire
Giuliano Arrighi, dirigente alla difesa suolo in Provincia (e fino al 2010 direttore dei lavori antierosione) ammette: «Quella sabbia va tolta, non abbiamo trovato il tempo di farlo, quasi ce ne stavamo dimenticando - aggiunge - Avevamo trovato un posto adatto allo stoccaggio, poi abbiamo cambiato idea e il materiale è rimasto all’aeroporto».
Mette, quindi, i puntini sulle “i” perché quello «non è materiale da portare in discarica: potrebbe essere tranquillamente usato per il ripascimento, ma ha alcune caratteristiche diverse dalla sabbia di Ronchi. Può essere utilizzato per giardini o per riempire i grandi sacchi che proteggono gli argini in caso di alluvioni. Probabilmente la utilizzeremo proprio per quello scopo. La cubatura non è molta, ma ci stiamo attivando per rimuoverla il prima possibile».
Insomma, la sabbia è un argomento che va per la maggiore in terra apuana. Quando manca, quando arriva per il ripascimento, quando si draga e si “dimentica” per due anni.
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