Il dolore
Terme di Equi, porta aperta ai privati
Il presidente Piero Bardi e il sindaco Paolo Grassi spiegano la scelta di mettere in vendita le azioni della società fivizzanese
FIVIZZANO
Dopo trent’anni lo stabilimento termale di Equi Terme si appresta, almeno così si auspicano il sindaco Paolo Grassi e il presidente del consiglio di amministrazione della società Terme, Piero Bardi, a tornare in mano ai privati.Era il 18 maggio del 1982, quando infatti i Comuni di Fivizzano e Carrara rilevarono il decadente impianto termale dalla famiglia Tonelli costituendo la società a responsabilità limitata Gatt (gestione attività turistiche e termali) con un capitale di 20 milioni di lire. Ai due Comuni negli anni si aggiunsero poi altri Enti pubblici: la Provincia di Massa-Carrara, la Comunità montana (ora Unione di Comuni), Camera di commercio, Cat, Comuni di Casola e Aulla e anche due soci privati, Silvia Belli e Paolo Domenichelli.
La società poi si trasformò in Spa, la stessa che ora, visti I tempi che corrono, con gli enti pubblici sempre più in difficoltà per fare quadrare i propri bilanci, ha deciso di vendere l’intero pacchetto di azioni a favore di soggetti o società private al prezzo minimo d’asta di 850mila euro, così come abbiamo riportato nell’edizione di ieri.
Per il sindaco Grassi questa è stata una scelta obbligata «come è risaputo - dice - gli enti locali devono affrontare con sempre più difficoltà i propri problemi di bilancio a causa dei minori trasferimenti d ello Stato che anzi oggi pretende contributi da parte nostra, è giunto il momento quindi di passare la proprietà delle Terme ai privati, soggetti o società serie che possano investire nella struttura per farle fare un salto di qualità. L’aspetto economico, così come riportato nel bando di gara per la cessione delle azioni- prosegue Grassi- ha un’importanza pari a un 40% per noi conta di più il restante 60% ossia i contenuti riportati in clausole ben specifiche riportate sul bando che ci assicurino che chiunque acquisterà le azioni abbia un chiaro programma di investimenti per fare decollare il terzo polo turistico della provincia Apuana, insomma non vendiamo alla cieca vogliamo le massime garanzie di serietà imprenditoriale».Piero Bardi, che in questi anni ha lavorato con impegno assieme a tutto il suo Cda stabilizzando i bilanci, si auspica anche lui un un necessario salto di qualità.
«Molto si è fatto in questi anni e gli investimenti fatti sono sotto gli occhi di tutti ma ora serve un ulteriore passo in vanti che solo i privati ora potranno realizzare considerato che le leggi statali incentivano l’uscita degli Enti locali dalle società».Tra le priorità per Bardi, la necessità come più volte detto in passato che «lo stabilimento per dare il massimo del suo rendimento deve restare aperto tutto l’anno». Bardi puntualizza poi anche le sorti dell’annesso Hotel delle Terme, l’albergo ristorante situato all’interno dello stabilimento termale, «se alla scadenza del bando, fissata per il prossimo 4 aprile, le azioni resteranno invendute il Cda da me presieduto ha comunque deciso di mettere in vendita il singolo Hotel con un apposito bando di gara».In sostanza le terme continueranno a essere gestite dalla società ma il ramo d’azienda «albergo-ristorante» dovrà essere ceduto. attualmente lo stabilimento termale di Equi Terme nei mesi di apertura che vanno generalmente da giugno a ottobre da lavoro a una quindicina di dipendenti.
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