Il Tirreno

Scontri e cariche sconvolgono il centro

di Claudio Figaia
Scontri e cariche sconvolgono il centro

Poliziotti contusi, due ragazzi leggermente feriti in un assurdo pomeriggio di tensione per il presidio di Casa Pound

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Lanci di pietre, bastonate, manganellate, cartelli divelti, traffico impazzito, cariche della polizia. Scene di guerriglia urbana ieri in centro, in una lunga. livida giornata di tensione iniziata nel primo pomeriggio e finita a sera.

L’innesco è il presidio organizzato da Casa Pound e da altre formazioni della destra estrema per commemorare le vittime delle foibe.

I primi tafferugli. “I fascisti del terzo millennio” non devono avere spazio in città. Questa la parola d’ordine che circola da giorni fra i militanti della sinistra più radicale. E così in piazza Garibaldi si ritrovano in tanti decisi a “negare la piazza” a Casa Pound: giovani, esponenti di Rifondazione, di Sel, soprattutto militanti di Carc e Asp. Con loro i ragazzi africani del coordinamento migranti.

A fronteggiarli uno schieramento imponente di carabinieri e polizia. Il primo scontro avviene verso le 16, quando su Viale Democrazia compare un piccolo corteo di esponenti di Casa Pound, scortati dalle forze dell’ordine. I giovani antifascisti risalgono correndo viale Chiesa, arrivano all’incrocio. I militanti della destra si fermano, li attendono pronti allo scontro: indossano caschi da motociclista, qualcuno ha in mano cinghie, bastoni.

Inevitabile il contatto. Volano calci, pugni, bottiglie di birra. Una ragazza cade a terra, dal gruppo dell’ultradestra, due o tre giovani le sono addosso, uno la colpisce con il casco. Un altro ragazzo di sinistra è colpito al volto, la polizia dopo poco riesce a separare i contendenti e scorta i giovani in piazza Garibaldi, facendoli entrare da via Dei Mille.

La tensione. A questo punto la situazione è, si fa per dire,più tranquilla, sotto controllo delle forze dell’ordine. In piazza gli attivisti di Casa Pound, in strada gli “antifascisti”; a separarli un fitto cordone di scudi, caschi e manganelli di polizia e carabinieri. Per ore i due gruppi si fronteggiano senza mai venire a contatto. Dal gruppo della sinistra ripetuti lanci di bottiglie, di arance, di sassi e di petardi.

Attorno alle 17,30 inizia la commemorazione delle vittime delle foibe. I giovani di destra accendono fiammelle, escono bandiere tricolori e nere, intonano l’inno di Mameli a cui, dall’altra parte si risponde con Bella Ciao.

Traffico impazzito. Passano le ore, il freddo è polare, ma il presidio antifascista non molla. Anzi, rilancia, bloccando la rotatoria di SanFrancesco, fermando diversi bus. Il traffico va in tilt mentre cala il buio. A poche decine di metri di distanza, intanto, un’altra città: via vai davanti ai negozi, bar pieni, gente ignara e appena interessata a quello che stava accadendo.

Insulti alla polizia. I momenti di attrito non mancano. Da entrambe le fazioni volano insulti alle forze dell’ordine. Ree, per gli uni, di consentire ai fascisti di stare in piazza; per gli altri di tollerare una manifestazione non autorizzata (quella della sinistra).

La “guerriglia”. La situazione degenera quando, sono ormai le 19, cioè quando il presidio di Casa Pound finisce. I ragazzi dell’ultrasinistra cercano ancora il contatto, un gruppo di loro risale di nuovo viale Chiesa. All’altezza della galleria Buonarroti (dove c’è la sede di Forza Nuova), anch’essa presidiata dalle forze dell’ordine, sbucano alcuni militanti dell’ultradestra con bastoni in mano. Che attaccano i “nemici” della sinistra. Sono di nuovo botte, la polizia fatica a riprendere il controllo. Intanto in via Dei Mille ci sono altri brevi tafferugli, il traffico viene bloccato, un’auto che sgomma tra i manifestanti viene inseguita e colpita da lanci di arance .

Le cariche. Il finale della giornata è tra i peggiori. La polizia comincia a menare per rompere l’assedio dei militanti dell’ultrasinistra. I quali reagiscono spaccando i cartelloni pubblicitari dell’incrocio di viale Democrazia e lanciandoli contro le forze dell’ordine. Poi, indietreggiano fino all’altezza del teatro Guglielmi, incalzati dagli agenti. Sono quasi le 20 quando il lungo pomeriggio di “guerra” finisce.

Il bilancio. Due giovani, uno di sinistra e uno di Casa Pound leggermente feriti; una funzionaria della Digos lievemente contusa (è stata colpita a un piede da una sassata), un poliziotto colpito alla testa da una bottiglia; diversi ragazzi raggiunti da manganellate e bastonate.Nessuno dei quali finito al pronto soccorso.

Una giornata nerissima per Massa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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