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Negozi sbarrati e clienti in fuga Commercianti ko

Negozi sbarrati e clienti in fuga Commercianti ko

I negozianti: va bene manifestare, ma chi pensa a noi? E gli autobus dell’Atn rimangono bloccati per ore

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MASSA

Serrande abbassate, porte chiuse, poliziotti con manganello, giovani con caschi in testa e fazzoletti sul volto invece di acquirenti. Un pomeriggio da dimenticare per i negozianti della zona attorno a piazza Garibaldi.

«Guardi, sto pensando di chiudere, almeno risparmio luce e riscaldamento», dice il titolare di Iglan Sport dietro al cancello (chiuso) di ingresso al suo negozio. «Non contesto il diritto di manifestare, anzi. Ma mi piacerebbe venisse riconosciuto anche il diritto di noi commercianti di lavorare.

Dario Carmignani, gestore della giostra per bambini della piazza, guarda con una certa preoccupazione il suo “strumento di lavoro” che è proprio lì tra le opposte fazioni. Lui non ha neanche aperto: «Ho perso l’incasso della giornata, vero, è freddo, forse non sarebbero venuti tanti bambini, ma per me è importante, specie in questo periodo di crisi. Ogni volta è così, una cinquantina di persone, che avranno senz’altro mille ragioni di scendere in piazza, blocca mezza città...».

Pochi metri più in là, oltre l’Aurelia, tutto come ogni sabato di shopping e di struscio. Solo un po’ più freddo. C’è gente anche al mercatino solidale in piazza Aranci.

In Piazza Garibaldi e dintorni il blocco ad un certo punto è totale: si devono fermare anche i mezzi pubblici, i bus dell’Atn. Se ne bloccano cinque nel giro di mezzora poco dopo le 17 e dopo due ore erano sempre lì, senza la possibilità di completare il giro.

«Piena solidarietà alle persone a bordo, a quelle che su viale Roma, via Marina Vecchia e è più in più in generale sul percorso di linea hanno aspettato invano l’arrivo del bus. Con un grado centigrado nell’aria e un vento sferzante che entrava nelle ossa. Solidarietà anche agli autisti impotenti di fronte a questa manifestazione», dice Stefano Celi, consigliere del Pd che si è trovato nel mezzo del blocco dei trasporti pubblici.

Qualcosa di certo andrà ritoccato nella disciplina di questo genere di manifestazioni visto che il compromesso (niente corteo, ma solo presidio e sotto l’Aurelia) che doveva consentire alla forze dell’ordine di avere un vantaggio di posizione non ha funzionato appieno di fronte alla furia e alla voglia degli opposti schieramenti di venire alle mani.

Fermo restando che la libertà di manifestare le proprie idee non può essere inibita, bisognerà ridiscutere forme, spazi e azioni. Perchè siano tutelate altre forme, non meno importanti di libertà. E l’incolumità delle persone.

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