Il Tirreno

Per statuario e calacata arriva il salasso

di Alessandra Vivoli
Per statuario e calacata arriva il salasso

Ora per quei materiali pagano 13,50 euro a tonnellata, il Comune ne vuole 37, 50 e non è disposto a scendere a meno di 30

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CARRARA

Tariffe del marmo: ancora nulla di fatto. Continuano le riunioni interne (ad Assindustria) e gli abboccamenti, informali, con il Comune. Ma, ad oggi, nessuna fumata bianca è arrivata dal confronto fra l’amministrazione e le associazioni di categoria, per ridisegnare le nuove tariffe dell’escavazione. Quelle che dovrebbero portare una bella iniezione di euro nelle casse di Palazzo civico.

Ecco quanto pagano oggi gli industriali e a quanto vendono i loro marmi

Intanto ecco ad oggi, nonostante l’accordo sia stato dichiarato decaduto dal Comune un anno fa, quanto pagano, o meglio continuano a pagare, gli industriali del marmo.

Per i blocchi di prima fascia la tariffa attuale è di 4,60 euro a tonnellata. Devono sborsare 7,80 euro i blocchi di seconda fascia mentre quelli inseriti nella terza (i marmi pregiati come statuario e calacata) la tariffa da versare è di 13,50 euro.

Tutto questo a fronte di cifre, quelle a cui vengono venduti i materiali sul mercato, che, per blocchi “sani” e senza difetti sono i seguenti: per del bianco medio, si arriva a 300/350 euro a tonnellata. Si sale fino a 600 sempre per un marmo bianco, ma di qualità ottima. Il discorso cambia, e le cifre salgono notevolmente, se si toccano i materiali pregiati, statuario e calacata: qui bisogna spendere dai 2500 fino ai 3mila euro a tonnellata, sempre per la primissima qualità.

La linea di Confindustria e le richieste del Comune

Il confronto, nella sede della Confindustria apuana è aperto. E serrato. Le nuove tariffe sono al centro della discussione, se ne è parlato anche nella riunione di mercoledì. I nodi da sciogliere è soprattutto uno, quello dei materiali pregiati: perchè, ad oggi, le cifre non quadrano. O meglio, nonostante l’impegno che ci metterebbe Assindustria (il presidente Giuseppe Baccioli in testa) anche arrivando a sborsare il doppio, rispetto alle tariffe attuali, si sarebbe ancora lontani da quanto richiesto dal Comune. In sostanza l’amministrazione non sembra disposta a mettersi al tavolo delle trattative per chiudere a meno di 30 euro a tonnellata per i materiali pregiati . La cifra richiesta, in realtà, fissata nelle sei fasce fissate da Palazzo civico dopo la rottura del tavolo nell’aprile scorso, sarebbe di 37,50 per statuario e calacata.

Una somma che potrebbe essere limata: ma senza scendere, questo è il paletot fissato dal Comune, sotto i 30.

Per questo diventa difficile pensare a un punto di incontro. Ma le grandi manovre sono indirizzate proprio a questo. E anche i tempi, oggi sembrano essere molto più stretti: una schiarita è attesa per la prossima settimana. Si tratterà da vedere chi è disposto a cedere qualcosa.

Una delle soluzioni, allo studio, è quella di far pagare di più, questo sì, i materiali pregiati, ma considerando però la percentuale (stimata non superiore al 35%) che le cave ne producono. E il tutto avverrebbe con un censimento, preciso, bacino per bacino.

Un’ipotesi a cui si sta lavorando, ma che ad oggi non è ancora finita sul tavolo del Comune. Del resto la linea dell’amministrazione è stata chiara: una volta che ci si rimetterà al tavolo del marmo sarà solo per chiudere la trattativa. Altri passi falsi non sono ammessi. Altrimenti al strada da percorrere sarà, unicamente quella dell’arbitrato: soluzione a cui nessuno vorrebbe ancora arrivare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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