Sicurezza
«L’Asl vuole farmi causa ma ha già perso una volta»
CARRARA «Il giudice mi ha dato ragione in un primo giudizio. Se l’Asl di Livorno ora intende fare una nuova causa, non avrò difficoltà a difendermi, ripresentando le mie buone ragioni». Il professor...
CARRARA
«Il giudice mi ha dato ragione in un primo giudizio. Se l’Asl di Livorno ora intende fare una nuova causa, non avrò difficoltà a difendermi, ripresentando le mie buone ragioni».
Il professor Francesco Serri replica così alla notizia - «altamente lesiva nei miei confronti», ci tiene a dirlo - di una causa che l’Asl intende fare ritenendo che il medico durante il distacco all’Asl di Carrara abbia percepito uno stipendio superiore al dovuto. «Quella esposta nell’articolo è unicamente la versione dell'Asl di Livorno e come tale, di parte. Così, non viene detto che la stessa Asl si è già vista respingere dal Tribunale di Livorno la richiesta di sequestro conservativo nei miei confronti con provvedimento emesso dal giudice del lavoro Domenico Provenzano in data 17 marzo 2011, che ha addirittura condannato l’azienda a rifondere a mio favore le spese legali di causa. In quel procedimento il giudice è entrato nel merito delle richieste economiche avanzate dall'Azienda Usl 6 di Livorno - e sono le medesime che verrebbero ora riproposte stando a quanto scritto dal Tirreno - rigettandole completamente».
Nella delibera di distacco dalla Asl di Livorno alla Asl di Massa-Carrara era infatti stabilito, sostiene l’ex primario di pediatria, il mantenimento degli emolumenti anche senza conservare la qualifica dirigenziale. «Tanto è vero che il giudice ha respinto il ricorso», insiste appunto il professore.
«A oggi comunque - sostiene Serri - non mi risulta essere stata promossa alcuna altra causa nei miei confronti. Se così sarà non avrò difficoltà, lo ripeto, a difendermi così come ho già fatto, con successo, nella fase cautelare».
L’Asl di Livorno ritiene infatti che al professore nei lunghi anni di distacco a Massa Carrara siano stati pagati complessivamente 210mila euro in più rispetto a quanto avrebbe dovuto percepire in base alle mansioni andate a svolgere. Ma appunto toccherà al giudice decidere di nuovo.
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