Gioco
Erp a caccia di nove milioni di morosità
Avviati 110 piani di rientro e 86 cause, inaugurato anche il metodo della mediazione abbattendo le spese legali
CARRARA
Piani di rientro mirati per recuperare le morosità dell’Erp; un progetto attentamente calcolato da parte della nuova direzione della società insediatasi circa un anno fa. Il momento si sa non è facile per nessuno, ancora meno per gli occupanti delle case popolari. Conscia del fatto l’amministrazione Erp sta tentando di avviare un recupero crediti che tenga conto delle necessità degli utenti, pur col punto fermo che quei 9 milioni di morosità spalmati su tutta la provincia, 2 dei quali ancora risalenti alla vecchia gestione Ater, vanno recuperati. Le più svariate le strategie messe in campo per 223 casi per i quali lo sfratto sarà considerato quale ultima spiaggia. Per gli utenti con morosità superiori a 2mila euro si sono avviati 110 piani di rientro (30% del debito si versa subito e la cifra rimanente si dilaziona con rate per un massimo di 36 mesi) e 86 cause legali.
Oltre a ciò la società ha introdotto un nuovo metodo, quello della mediazione: società specializzate convocano le parti e tentano di far sottoscrivere un accordo. Soluzione questa, come sottolinea il presidente Luca Panfietti, che dovrebbe essere in grado di andare incontro alle necessità dell’azienda e anche a quelle degli utenti; avendo infatti il procedimento di mediazione il medesimo valore esecutivo di un decreto ingiuntivo, davanti al giudice la parte perdente dovrà sobbarcarsi, come di prassi le spese, con la convenienza che quelle della mediazione sono nettamente inferiori a quelle di un’eventuale procedura legale.
Oltre a ciò è da ricordare anche la convenzione che è stata presentata ieri sera in Consiglio comunale, secondo la quale l’Amministrazione si prenderà carico, con uno stanziamento di 20mila euro annui ad Erp al fine di colmare le morosità, di una ventina di casi sociali con contratto di locazione temporanea scaduto (in breve occupanti senza titolo), che si vedranno azzerare la morosità e rientreranno a pieno titolo tra le fila degli occupanti legittimi.
Ma questo procedimento non riguarderà esclusivamente i casi sociali, bensì tutti gli “ost” (occupanti senza titolo) che avranno mantenuto i requisiti reddituali per occupare un appartamento di edilizia residenziale pubblica; questi ultimi non rientreranno nella convenzione comunale e quindi dovranno ottemperare al pagamento degli arretrati, ma avranno anche la possibilità di rientrare nella legalità.
A partire da quest’anno infatti questi utenti non saranno più costretti a pagare somme sanzionatorie in quanto occupanti senza titolo e potranno rientrare nelle normali graduatorie, in questo modo si prospetta che tutto il quadro verrà appianato nel giro di 2 o 3 anni. «Si tratta di un atto a cui pensavamo da tempo - afferma Panfietti - è l’unico modo per azzerare le morosità e venire incontro, contemporaneamente ad utenti che, nella maggior parte dei casi, davvero non vivono situazioni semplici».
Barbara Monaco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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