Il Tirreno

Caccia all’evasione: al Comune il 100% dei soldi recuperati

di Claudio Figaia
Caccia all’evasione: al Comune il 100% dei soldi recuperati

I sindaci potranno incrociare i loro dati con i data base di Agenzia delle Entrate, Inps e Catasto. E fare denunce

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La caccia agli evasori? Ci pensano (anche) i Comuni. I sindaci potranno presto incrociare i dati in possesso dell’amministrazione con quelli a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dell’Agenzia del Territorio, individuare eventuali anomalie e segnalarle alla Guardia di Finanza (o alla stessa Agenzia delle Entrate). In premio avranno l’intera posta in gioco, ossia : tutti i tributi in più che l’Erario riuscirà a riscuotere grazie alle segnalazioni dei Comuni saranno versati nelle casse municipali.

L’accordo per fare partire questo nuovo – e molti si aspettano potente – strumento anti-evasione è stato firmato nei giorni scorsi da governo, e Agenzia delle Entrate. Entro le prossime due settimane settimana, arriveranno le istruzioni operative per le amministrazioni e poi - la data stabilita è il 1° marzo – la caccia all’evasore potrà cominciare.

L’intesa – spiega l’assessore al Bilancio Alessandro Volpi – funzionerà in due direzioni. Da una parte potrà essere l’Agenzia delle Entrate a richiedere al Comune informazioni aggiuntive su presunti casi di inadempienza fiscale. Dall’altra – e questa è la novità più importante – potrà essere la stessa amministrazione civica, di fronte a situazioni sospette, a raccogliere dati, incrociando le diverse banche dati a cui avrà accesso e inviare una dettagliata segnalazione “qualificata” e “suscettibile di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi statali” al Fisco.

Un esempio tipico potrebbe essere quello del professionista che richiede un certo numero di Dia o autorizzazioni a costruire ma che risulta avere un reddito bassissimo. Oppure quello di un cittadino che ottiene agevolazioni per il pagamento della retta della mensa del figlioletto ma che poi si rivela essere proprietario di svariati immobili o di auto di grossa cilindrata.

Nel mirino, in questa prima fase ci sarà soprattutto il settore immobiliare. Gli “immobili fantasma”, in primo luogo, ossia quei fabbricati sfuggiti alla regolarizzazione agevolata del 2010. E gli affitti in nero (incrociando i dati sulle proprietà degli immobili con quelli delle residenze de cittadini) e la compravendita di case e di terreni edificabili. I controlli, tuttavia, potranno riguardare anche il commercio, le professioni, il contrasto al lavoro sommerso.

Il Comune «ci crede» e conta di ottenere dalla “stana evasori” introiti significativi. Per questo è disposto a correre il rischio di passare come un ente che “tartassa” e denuncia al Fisco i suoi cittadini.

«Si tratta semplicemente di utilizzare al meglio strumenti per l’emersione del sommerso e contro l’illegalità. Sottoscriveremo al più presto l’accodo con l’Agenzia delle Entrate per la partecipazione attiva alla lotta all’evasione», annuncia l’assessore Volpi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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