Il Tirreno

«650 giorni per avere i soldi dall’Asl»

di Melania Carnevali

Imprese, crisi e credito: primo incontro in prefettura con tutte le parti in causa per trovare una via di uscita

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MASSA

Associazioni di categoria, enti locali e istituti di credito, tutti insieme a una tavola rotonda (svoltasi a porte chiuse) per discutere del destino delle piccole medie imprese apuane, strozzate dalla crisi economica.

È avvenuto ieri nelle stanze del Palazzo Ducale, dove il prefetto, Giuseppe Merendino, ha assunto il ruolo di mediatore fra le parti in causa. Alla riunione erano presenti proprio tutti: Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confapi, Coldiretti, Camera di Commercio, i sindaci dei Comuni apuani e un rappresentante dell’Abi, le banche insomma. E tutti hanno voluto dire la loro, dando vita a un lungo e acceso dibattito che, sostanzialmente, verteva su un solo e grande interrogativo: come risollevare le imprese dall'ecatombe?

«Questo - spiega il prefetto Merendino alla stampa a fine riunione - è l'inizio di una maratona, non un incontro isolato. Le varie parti dovranno cercare di venirsi incontro e trovare insieme una soluzione».

La decisione di iniziare questo percorso di incontri è arrivata il 28 gennaio scorso, quando gli imprenditori apuani hanno incontrato il prefetto per consegnargli simbolicamente le chiavi della propria impresa come forma di protesta per la profonda crisi che stanno vivendo. Sono infatti circa 1500 le piccole imprese nel territorio che, nel 2011, hanno chiuso i battenti. Balneari, idraulici, installatori, autotrasportatori, orafi, barbieri, agricoltori, professionisti, tassisti. Tutti spezzati dalla morsa della crisi. E ora chiedono aiuto.

Durante la riunione le associazioni hanno quindi cercato di portare al pettine due nodi: la possibilità da parte delle piccole medie imprese di accedere al credito delle banche e lo sblocco dei crediti di cui le imprese godono dalla pubblica amministrazione.

«Non c'è accesso al credito da parte delle piccole imprese - racconta Patrizio Gatti, della Confapi - e per questo affondano. È necessario che gli aiuti economici vengano distribuiti laddove c'è realmente bisogno e non alle aziende prosperose».

«Le banche hanno congelato i rapporti con le piccole imprese - commenta Dino Sodini, presidente provinciale della Cna - ma non è possibile avere un'attività senza il loro sostegno. Le banche devono intervenire per cercare di risollevare il territorio dalla catastrofe».

Gli istituti di credito, dal canto loro, parano il colpo mostrando dati e statistiche sull'elevata percentuale di rischio per investimenti sul territorio.

«La Provincia di Massa Carrara è in una situazione veramente critica - commenta Mauro Quercioli, presidente ABI Toscana - In nessun'altra provincia della regione le imprese si trovano in tale difficoltà a rimanere aperte. È quindi un rischio molto grande investire in questo territorio, tuttavia le porte sono ancora aperte ad eventuali trattative».

Gran parte del dibattito è stata occupata poi da un'animata discussione, fra associazioni di categoria e istituzioni, sul tema della riscossione del credito delle amministrazioni pubbliche.

«Tutte le amministrazioni pubbliche - continua Sodini - sono in ritardo con i pagamenti alle imprese che hanno prestato servizio, ed è giusto che questi soldi sia sbloccati. L'Asl, ad esempio, tarda 650 giorni per staccare una fattura, e questo non è giusto per l'impresa».

Gli enti locali si difendono ricordando i limiti posti dal patto di stabilità, che non permette alle istituzioni di fare spese "aggiuntive", nonostante dispongano di liquidità. «Ogni Comune parla per sé. - racconta il sindaco Roberto Pucci - Noi non siamo in ritardo in nessun pagamento per i servizi ordinari. Quello che non possiamo pagare immediatamente riguarda i lavori per opere di emergenza, che non sono previste dal patto di stabilità. Non possiamo sforare nonostante abbiamo la liquidità necessaria per pagare i lavori. Ma questo è un problema nazionale e non solo nostro».

Questo primo incontro si è concluso quindi così: con un nulla di fatto in termini di decisioni, ma con un piatto pieno di idee, opinioni e commenti, volti a trasformarsi in progetti concreti nei prossimi incontri (il prossimo è previsto per fine febbraio).

«Questo incontro - conclude Pucci - è da valutarsi comunque positivo. È il primo incontro, infatti, dove associazioni di categoria e amministrazione pubbliche si incontrano per scambiarsi opinioni. Ora ognuno elaborerà i suoi progetti, e vediamo cosa ne verrà fuori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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