Sicurezza
Stragi naziste, atto finale della giustizia
Attesa per oggi la sentenza della Cassazione sugli eccidi nel Fivizzanese, costati più di quattrocento vite
FIVIZZANO
È attesa per oggi la sentenza della Corte Militare di Cassazione, che ieri mattina si è riunita a Roma, per riesaminare per la terza volta le stragi naziste avvenute tra il 19 e il 27 agosto nel territorio fivizzanese.
La Germania infatti, come era ovvio, dopo i due gradi di giudizio, del Tribunale Militare (il 27 giugno 2009) e della Corte Militare di Appello (il 20 aprile 2011), che l’aveva riconosciuta responsabile civile per i fatti avvenuti, è ricorsa anche al terzo grado di giudizio, non dandosi quindi per vinta. E assieme allo Stato tedesco, all’ennesimo grado di giudizio, sono imputati anche i tre ex soldati tedeschi ancora in vita, Wilhelm Kusterer, Max Schneider e Helmut Wulf, che non hanno mai comunque presenziato alle udienze, mentre altri cinque imputati sono nel frattempo deceduti e uno Arnold Rosler è stato assolto.
Tutti si attendono che anche il terzo grado di giudizio confermi quanto sentenziato nei due precedenti processi dove i giudici non ebbero alcun dubbio condannando i tre ex militari all’ergastolo e sempre gli stessi assieme allo Stato tedesco a risarcire sia le spese legali a tutte le parti civili e a pagare le provvisionali di circa 150mila euro a famiglia, ai superstiti e ai parenti delle vittime.
Ripercorrendo quanto ricostruito dai magistrati militari, tra i quali Marco De Paolis che nel processo di ieri indossava la toga di pubblico ministero, i tre condannati facevano parte della 16º divisione delle Ss “Reichfhurer” comandata dal maggiore Walter Reder a loro carico la terribile imputazione «concorso in violenza con omicidio contro privati cittadini e per aver causato la morte di circa 350 cittadini, tra cui donne, anziani e bambini inermi, agendo con crudeltà e premeditazione».
Intanto lo scorso 2 febbraio la Corte internazionale di Giustizia dell’Aja ha sentenziato che la Germania non deve neppure un euro ai superstiti e ai familiari delle vittime delle stragi naziste avvenute in Italia tra queste quelle avvenute nel territorio fivizzanese, che costarono la vita a 402 cittadini inermi.
Una sentenza storica, che dai familiari delle vittime naturalmente è stata accolta come una doccia gelata sotto il profilo della negazione dei diritti umani. Di fatto la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l’Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti motivando che «l’Italia ha mancato di riconoscere l’immunità prevista dal diritto internazionale a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich».
A seguito della inappellabile sentenza l’unica strada rimasta per vedere riconoscere ai superstiti e ai familiari delle vittime un indennizzo è quella di un accordo tra lo Stato italiano e quello tedesco così come ha sottolineato la stessa Corte dell’Aja invitando appunto i due Paesi a trovare una soluzione.
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