Sicurezza
«Il parco giochi va fatto nell’ex Gesuiti»
CARRARA Ma perché non realizzare un giardino con giochi per bimbi nell’area ex Gesuiti? Torna alla carica Gianpaolo Pezzica,come cittadino e come presidente della circoscrizione Carrara centro....
CARRARA
Ma perché non realizzare un giardino con giochi per bimbi nell’area ex Gesuiti? Torna alla carica Gianpaolo Pezzica,come cittadino e come presidente della circoscrizione Carrara centro. Pezzica prende in considerazione il fatto che da tempo il comitato di mamme “Una città per giocare” chiede al Comune uno spazio giochi per bimbi in piazza D’Armi, e che il sindaco insiste col chiedere alla Soprintendenza l’autorizzazione su quell’area.
«L’argomento è già stato affrontato dall’amministrazione comunale con superficialità stante la storicità della piazza “giardino del principe Alberyco”. Che la richiesta venisse accolta era una pia illusione e la domanda è stata respinta dall’organo di sorveglianza, dimostrando ancora una volta l’incapacità da parte dell’attuale amministrazione nel saper risolvere le problematiche cittadine. Nella mia veste di presidente di Circoscrizione a fine mandato per cessazione dell’organismo decentrato per legge statale, in contemporanea con le elezioni amministrative della primavera prossima, avevo già sottoposto all’attenzione del consiglio le problematiche di cui sopra. Ritenevo ed oggi rinnovo l’invito all’amministrazione ancora in carica e a quella che risulterà dalla tornata elettorale, che il problema può essere risolto utilizzando sinergicamente con la Curia provinciale l’area e il fabbricato ex Gesuiti in via VII Luglio, in pieno centro storico. L’area individuata è di circa 4.400 metri quadrati di cui 1.170 coperti dagli immobili esistenti. Utilizzando anche il dislivello attualmente esistente tra via VII Luglio e l’ingresso secondaria di Via Ulivi di circa 8 metri, è possibile realizzare a raso un giardino con giochi e divertimenti vari all’aperto, nella parte sottostante, impianti sportivi (campo da calcetto, pallacanestro) e giochi al coperto. Naturalmente occorre anche un’adeguata ristrutturazione degli immobili».
Secondo Pezzica va anche riaperto il teatro che c’era rimettendolo a norma. «Per finanziare il progetto occorre attivarsi tramite i fondi comunitari europei, e con interventi pubblici e privati locali (fondazione C.R.C., Regione, Comune, industriali del marmo, Curia vescovile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google