Il Tirreno

Ex dipendenti inguaiano Alibani

Ex dipendenti inguaiano Alibani

Al processo sulle cremazioni dito puntato contro il titolare: «Sapeva, ci diceva cosa dovevamo fare»

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MASSA. Renato Alibani non poteva non sapere quello che capitava nel forno del Mirteto e nei cimiteri dati in gestione alla sua ditta (la Euroservizi). Il sostituto procuratore ha finito di sentire i suoi testimoni ieri mattina (ora ci sono quelli delle parti civili e quelli delle difese) e ha ottenuto il suo scopo: gli operai di Alibani hanno confessato le nefandezze che facevano sia quando cremavano sia quando esumavano. Ecco lo sconcertante quadro che è venuto fuori ieri in aula.

Il medico legale. Eloisa Marinelli è la professionista che ha avuto il compito di esaminare le 69 cassette che sono state ritrovate nel cimitero di Segrate dai carabinieri nel settembre del 2007. «Abbiamo controllato le ossa lunghe, non quelle piccole - ha detto il medico legale milanese - e abbiamo ravvisato delle forti irregolarità. In una cassetta abbiamo ritrovato tre bacini e due omeri destri, c’erano almeno tre persone. In altri contenitori di zinco mancava il teschio. Tutti resti che avremmo dovuto trovare e che invece erano spariti».

Il custode. Per capire come venivano gestiti i cimiteri da Euroservizi bastava sentire la testimonianza di Franco Marotta, il custode del camposanto di Segrate. L’uomo doveva tenere i registri delle cremazioni ma ieri ha confessato che non era in grado di farlo anche perché il suo titolo di studio si ferma alla quinta elementare: «Mi davano una mano quando venivano da Massa a portare gli stipendi». Anche Marotta ha aggravato la posizione di Alibani, raccontando che «era lui a manovrare l’escavatore quando c’erano da esumare dei defunti». Il custode ha accusato il suo ex titolare (ora lavora per un’altra cooperativa) anche di avergli detto dove accatastare le cassette: «C’era un deposito e lì le lasciavamo. Io non ho mai fatto nulla di mia iniziativa. C’erano anche altri operai che arrivavano da Massa a occuparsi dei resti».

Il responsabile di Piacenza. Ernesto Ceccarelli era l’uomo di fiducia di Renato Alibani: «Dal 2005 mi sono occupato prima del cimitero di Piacenza e poi di quello di Fidenza. Eravamo arrivati a gestire molti camposanti e non ce la facevamo più a fare le cose per bene.Avevo avvisato il proprietario».

Il video. Ceccarelli non ha potuto negare di aver partecipato a una cremazione multipla: «Sì non posso negare, c’è un video che mi riprende mentre con Pucci infilo due cartoni nel forno crematorio. Ma l’ho fatto perché pensavo che mettendole una di fianco all’altra, e non una sopra all’altra, le ceneri non si disperdessero». Ceccarelli ha raccontato anche il legame che Euroservizi aveva con le agenzie di pompe funebri: «Siccome dovevo tornare a Massa tutte le sere perché lì avevo la famiglia ero io a portare le salme e i resti in cambio di qualche mancia. Alibani era contento perché così saldavamo il rapporto con questi impresari».

La bambina. In una intercettazione Ceccarelli dice al collega Enzo Pucci di buttare i resti di una bimba. Il dialogo già pubblicato dal Tirreno ieri non è stato affrontato, ma si è parlato dell’episodio: «La mamma ci aveva chiesto di fare in fretta». E in quell’urna non si sa cosa c’è finito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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