La manifestazione
Erosione, l’arbitro diventa la Regione
Balneari: geotubi ancora ko. Ma Palazzo ducale: la ditta li ha già aggiustati. E ora lo scontro si trasferisce a Firenze
MASSA
La medaglia - si sa - ha sempre due facce. Ma quando si parla di erosione e lavori al mare le facce sono così diverse che la medaglia non pare la stessa. Per i balneari non solo i geotubi non sono stati posati correttamente, ma nessuno ancora ha posto rimedio al problema. Vista con gli occhi della Provincia, invece, la storia è un’altra: «La ditta è già intervenuta per rimuovere tutte le criticità». Tradotto: problemi risolti, correzioni fatte e via libera alla fase successiva.
E non è un caso che i tecnici dell’università di Firenze si siano messi al lavoro - e già da un po’ - per fare tutti i rilievi. Da un po’, dicevamo, tanto che i dati ci sono già tutti e sono in fase di elaborazione. Venerdì, lunedì mattina al più tardi, arriveranno sulle scrivanie del presidente Osvaldo Angeli e di Fabrizio Magnani, assessore con delega ai lavori sull’arenile. Parola di Enzo Pranzini, il professore che sta coordinando il monitoraggio. Certo, prospettive incompatibili quelle di balneari e amministrazione provinciali. E tutto ad un battibaleno dal via della stagione turistica, a Pasqua.
Entra in gioco Firenze
Situazione alquanto articolata dunque e su cui - si spera - farà luce la Regione. Il sindaco Roberto Pucci ha parlato chiaro: la Provincia (che sui lavori ha la competenza) deve sospendere tutto. Una proposta formale che si è concretizzata in una lettera alla Regione. Bene, adesso Firenze fa sapere che è sull’argomento. «A breve - si sbottona il primo cittadino - dovrebbe essere convocato un incontro con Anna Rita Bramerini (assessore regionale alla difesa suolo)». La data ancora non c’è. Ma la stessa segreteria fiorentina dell’assessorato conferma che «sono in corso approfondimenti tecnici, è in atto un iter». Insomma, anche l’amministrazione regionale , che il progetto l’ha finanziato per 15 milioni di euro, comincia a puntare gli occhi verso le coste apuane. Coste su cui - parola dei balneari - stanno arrivando le prime tonnellate di sabbia, nonostante - ribadiscono Maurizio Ragaglini e Stefano Gazzoli, presidente e vice di Riviera Apuana - i geotubi siano ancora ko.
Il dilemma del ripascimento
L’intervento correttivo sui geotubi, infatti, rimane il vero grande punto interrogativo. I balneari hanno chiesto più volte che le imprese rimettessero mano a setti spiaggiati, interrotti, posati male. E garantiscono che «di persone al lavoro non se ne sono viste». Preoccupante secondo loro perchè, senza quegli interventi, la sabbia che arriverà con il megaripascimento rischia di finire in mare. Eppure - assicura la Provincia - gli operai c’erano eccome. Stefano Michela, direttore dei lavori, lo conferma: «La ditta ha fatto gli interventi, le giornate di lavoro sono state registrate dall’impresa. Adesso siamo in attesa dei rilievi della Regione». Poi la rassicurazione: «Soltanto se il monitoraggio avrà dato esito positivo faremo il ripascimento». Tonnellate di sabbia che, a lavori ultimati, dovrebbero far riacquistare qualche metro alla linea di costa. Bene, allora il cumulo di sabbia al porto di Marina di Carrara? La chiatta in prossimità del Magliano? «Sta facendo alcune prove» per verificare la capacità di “gettata” sulla riva. Anche se un dato rimane: i tempi sono brevi. Impensabile che il porto si tenga per mesi metri cubi di sabbia ad occupare il piazzale.
Università al lavoro
Tempi rapidi, dunque, e la conferma arriva dallo stesso Enzo Pranzini: «Sono già stati fatti tutti i monitoraggi con un sistema di ecoscandaglio che permette una ricostruzione tridimensionale del fondale. Parte delle elaborazioni sono già concluse. Contiamo di finire nei prossimi giorni». E i dati diranno due cose: «Se l’allestimento dei geotubi è corretto e qual è - conseguentemente - la reazione del fondale».
Insomma, siamo al conto alla rovescia, a giorni ne sapremo di più di ciò che, visto con occhio tecnico, funziona o non funziona. Non rimane che aspettare, nella speranza che tutto vada per il meglio. Anche per la collettività che nel progetto ha investito 11 milioni di euro.
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