Il Tirreno

Dossier sul mare? La Provincia non sa nulla

Dossier sul mare? La Provincia non sa nulla

Il presidente Angeli: completamente all’oscuro di tutto, altrimenti avrei valutato il da farsi

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MASSA

Un dossier di 500 pagine sul ripascimento (la scorsa primavera), finito nella mani degli inquirenti. In Provincia sguardi basiti: nessuno ne sa nulla. Certamente lo scopre dai giornali - così confida - il presidente Osvaldo Angeli: «Non so assolutamente niente, non ho quindi alcun strumento per valutare gli eventuali contenuti del dossier. Senza dubbio se lo avessi saputo, avrei agito di conseguenza. Se il dossier esiste - aggiunge - sarà la Procura a fare le necessarie verifiche». Nessuna informazione, quindi, sulle possibili reazioni di Palazzo ducale nel caso gli stessi inquirenti attribuiscano valore a quella documentazione. Se così fosse, infatti, la Provincia- come il comune di Carrara - risulterebbe parte lesa.

Stesso stupore e stesse parola anche per l’ingegnere Stefano Michela, direttore dei lavori antierosione:«Non ne so assolutamente nulla».

A stendere quel dossier due investigatori privati, tra i più esperti in Italia, che per giorni hanno monitorato il litorale apuano. Ad “assoldarli” un imprenditore del Nord: lo scorso anno scopre che a Massa e Carrara si porta sabbia e tenta di aggiudicarsi il subappalto, convinto di lanciare un’offerta competitiva.

Eppure scopre che c’è qualcuno in grado di batterlo e offrire prezzi più bassi. Lui sospetta (un sospetto appunto) qualcosa di strano e vuole vederci chiaro: investe soldi e assume due 007 che tengano d’occhio tutti i camion che arrivano sulla costa, massese e carrarese. Dalle 6 del mattino alle 18(siamo a febbrario-marzo 2011). Decine di fotografie con indicazione dei camion transitati, della loro provenienza, delle targhe, dei viaggi fatti. Il risultato è un dossier che dimostra - e questa è l’opinione di chi lo ha realizzato - che qualcosa non torna. Il sospetto avanzato è che sulle coste sia arrivata molta meno sabbia di quella chiesta (e pagata) da Palazzo Ducale e dal comune di Carrara.

La documentazione, con decine e decine di fotografie, finisce sulla scrivania delle forze dell’ordine e della magistratura.

Nessuna indiscrezione in più su quelle 500 pagine sul ripascimento. E bocche cucite in Procura. Adesso la documentazione è nella mani della magistratura che dovrà valutarne il contenuto e l’attendibilità.(c.s.)

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