Il dolore
«Buttavamo i resti tra i rifiuti»
La deposizione di un operaio romeno. Era stato accusato di falsa testimonianza
MASSA
Il pubblico ministero Federico Manotti aveva già fatto partire la richiesta di rinvio a giudizio per falsa testimonianza per le cose che aveva detto sotto giuramento a dicembre, ieri Vasile Strugariu, operaio romeno ex dipendente di Euroservizi ieri mattina si è presentato in tribunale di buon ora e ha chiesto al sostituto procuratore di essere risentito per poter dire la verità e confermare quanto dichiarato nel 2007 ai carabinieri. «Quando c’erano i resti non ancora mineralizzati delle salme che venivano esumate i miei colleghi le prendevano e le infilavano in un sacco nero, come quelli della spazzatura. Poi li mettevano in un container che si trovava all’ingresso del cimitero del Mirteto e credo che finessero tra i rifiuti. Si comportavano sempre così, ogni volta che c’erano da fare queste operazioni. Io non ho fatto come loro e mi scuso per non aver raccontato queste cose la prima volta».
A quel punto il pm Manotti gli ha chiesto se il titolare di Euroservizi Renato Alibani fosse a conoscenza di quello che facevano i suoi dipendenti quando trattavano i resti mortali dei defunti: «Non lo so se Alibani sapeva quello che facevano, so però che lo facevano». L’operaio romeno ha fatto anche i nomi dei dipendenti che infilavano parti di corpo - quasi sempre il tronco - dentro i sacchetti neri: «Carmagola e Rizzi sicuramente, poi mi sembra che ci fosse anche un certo Maurizio, ma purtroppo non so indicare il cognome».
Sentiti anche i familiari dei defunti, che si sono riuniti in associazione. Eugenia Mosti ha raccontato della cremazione della mamma: «Non mi hanno fatto assistere alla cremazione e mi hanno dato le ceneri dicendo che erano tiepide e invece erano fredde. Io sono sicura che dentro l’urna non c’è mia mamma, anche perché nel foglio di cremazione hanno segnato un orario che non corrisponde. Da allora non ho pace». Prossima udienza il 7 marzo.
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