Il Tirreno

«Troppe le concessioni in aree a rischio»

«Troppe le concessioni in aree a rischio»

Il consigliere Stefano Benedetti punta l’indice sul Comune e chiede l’intervento del prefetto

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MASSA

«Il Comune di Massa va sempre in controtendenza rispetto alle necessità del territorio, anche quando si tratta di guardare alla sicurezza idrogeologica e idraulica, altrimenti, non continuerebbe a rilasciare concessioni edilizie in sanatoria come le ultime quindici del mese di gennaio». L’accusa parte dal consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti che ha scritto una lunga lettera al prefetto (e per conoscenza anche al sindaco Roberto Pucci).

Secondo Benedetti il Comune «non ha assolutamente tenuto conto dei vincoli territoriali che dovrebbero, al contrario, servire per salvaguardare e difendere maggiormente i cittadini dai pericoli, che nella nostra zona negli ultimi anni si sono trasformati purtroppo in tragedie.

Infatti, alcune di queste ultime concessioni in sanatoria, interessano zone dove il rischio idrogeologico e idraulico è molto alto e quindi domando, perchè sono state rilasciate ?

Perchè il Comune anziché intervenire con la messa in sicurezza del territorio, continua a far costruire dove sono già presenti e noti i pericoli per l' incolumità della cittadinanza ?»Per Benedetti, più in generale, uno dei motivi sui quali bisogna porre maggiore attenzione è quello relativo alla tombatura abusiva di fossi e canali avvenuta nel tempo per favorire l’edificazione.

«Basti pensare ad esempio agli 850 permessi a costruire rilasciati in questi anni in zona S.in ( Sito di Interesse Nazionale ) e cioè, nelle aree da caratterizzare e bonificare perchè considerate altamente inquinate - dice Benedetti -

In queste zone sono pochi coloro che hanno presentato al Comune il piano di caratterizzazione e praticamente nessuno che ha provveduto alla bonifica del terreno».

E secondo il consigliere del Pdl il Comune ha mancato anche nel non emettere una ordinanza di divieto della coltivazione e del pascolo in area Sin.

«Perchè nelle aree che sono considerate inquinate e dove non si può costruire prima di aver provveduto alla caratterizzazione e bonifica del terreno, è permessa la coltivazione e il pascolo degli animali ? Siamo sicuri che la popolazione non rischia avvelenamenti e malattie ?» domanda Benedetti. Per il consigliere, sulle concessioni in sanatoria, «il Comune dovrebbe limitarsi a rilasciare solo il minimo, escludendo quelle che insistono su aree a rischio.

Stessa cosa per quanto riguarda l' area Sin, poiché la caratterizzazione e la bonifica del terreno sono strettamente vincolate al rilascio di qualsiasi concessione edilizia».

In conclusione Benedetti chiede l’intervento del prefetto sul Comune per un monitoraggio esteso di tutta l’area Sin per accertare il livello e il tipo di inquinamento del terreno e quindi, ovviamente, la compatibilità dello stesso con le coltivazioni e il pascolo degli animali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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