Attenzione
Ponte galleggiante, il no delle imprese
Affollata riunione tra amministratori e titolari di rimesse e cantieri per trovare soluzioni dopo il crollo della Colombiera
AMEGLIA
La strada che porta alla creazione di un ponte provvisorio sul Magra si presenta lunga e difficile. La conferma è arrivata lunedì sera nell’incontro che si è svolto al porto turistico “Marina 3B“ e organizzato da Cna e Confartigianato per mettere attorno a un tavolo le imprese della nautica della Val di Magra e gli assessori della Regione Liguria, Raffaella Paita (infrastrutture) e Renzo Guccinelli (attività produttive) insieme al vice presidente del consiglio regionale, Luigi Morgillo. Questo primo approccio dice che il ponte galleggiante pensato dall’architetto della Regione, Giovanni Battista Poggi non piace proprio ai proprietari di rimesse e cantieri navali. Impensabile per loro una struttura a cassoni che sbarri di fatto il fiume e venga aperta due o tre volte al giorno per permettere il transito dei natanti. «Non si può chiedere a chi qua viene in vacanza - osserva Rossella Campice, titolare di Marina77 - di organizzare le proprie ferie in funzione degli orari di apertura del ponte. Chi possiede una barca di un certo tipo e sostiene ingenti spese per mantenerla deve avere la libertà di usarla quando e come gli piace. Con una soluzione del genere da qua scapperebbero tutti i clienti».
Il bacino fluviale del Magra è il più grande d’Italia per la nautica da diporto, si parla di circa 3mila barche che oggi cercano un modo per convivere con le 11mila macchine che attraversavano il ponte della Colombiera quando questo era in piedi. C’è da trovare una crasi tra le istanze delle aziende, cuore economico della zona, e quelle dei cittadini amegliesi che vogliono che l’attraversamento provvisorio non sia fatto lontano dal loro paese.
«Dobbiamo mettere insieme esigenze in contrasto tra loro - esordisce l’assessore Paita - e quindi non sarà possibile accontentare completamente né gli uni, né gli altri. Siamo qui soprattutto per avere direttamente da voi imprenditori un quadro delle vostre necessità, di cui terremo conto nella formulazione del bando di gara».
Strappa applausi Massimo Perotti, presidente dei cantieri San Lorenzo, che espone la proposta della sua azienda - un ponte a tre piloni spostato più a monte all’altezza di Senato - con tanto di prime bozze di disegno. «Abbiamo dato la disponibilità a versare 500mila euro per mettere in campo una soluzione rapida - rilancia il manager - e nel caso questa cifra può essere girata a quegli esercizi commerciali che intercettavano il traffico del vecchio percorso del ponte, come una sorta di compensazione». Si tocca poi anche il discorso dragaggi, altro nervo scoperto. «Verranno portati via a breve i primi 170mila metri cubi - illustra Renzo Guccinelli - e poi costituiremo un’entità con propria autonomia che si occupi proprio di questi aspetti legati alla manutenzione del fiume. Sappiamo tutti che certe operazioni devono essere compiuto costantemente e non solo una volta ogni tanto». Due ore e mezza di faccia a faccia che lasciano la sensazione che trovare un accordo tra le parti in causa non sarà facile.
Il tutto a due mesi da Pasqua che da queste parti significa inizio della stagione turistica.
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