Sicurezza
«Per il turismo siamo una valle iellata»
Appello degli imprenditori per salvare la stagione. E c’è chi suggerisce il ritorno al servizio traghetti
AMEGLIA
Ecco le 25 aziende nautiche che hanno partecipato all’incontro con la Regione Liguria di lunedì sera: Marina 77, Marina 2000/77, Rio Mare, Marina del Ponte, Marina Blu, Vivimare, Motomar 2000, Darsena Garbini, Marina 3B, Nautica Pontemagra, Marina Colombiera, Cantiere Navale BDM, Azzurra, Ar-Nav, Luni Yacht, La Rosa dei Venti, Ripa Verde, Nautica Fiume Magra, Corsi Davide, Cantiere Navale B. Magra, Cantiere San Lorenzo, Porto Carolina, Antica Compagnia della Vela, Marinella spa, Magrini e Perotti.
Le attività più piccole hanno in media tre dipedenti diretti - più gli stagionali e l’indotto - e una clientela di ceto medio-alto: basti pensare che le imbarcazioni che ospitano nelle loro marine hanno una lunghezza media sui 10 metri. Clienti già preoccupati per l’impressionante serie di alluvioni degli ultimi anni, che potrebbero decidere di trasferirsi in porti più sicuri. «Sappiate che il mondo del turismo ci vede ormai come una valle calamitosa - è l’appello che viene lanciato - la politica si faccia carico di dare un segnale forte che ci sono progetti che risolveranno i problemi della zona: un nuovo ponte, un dragaggio serio e infine un canale scolmatore senza il quale ci ritroveremo sempre in mezzo al fango». Il no al ponte galleggiante mette d’accordo praticamente tutti, sono invece tante e variegate le soluzioni proposte dagli operatori. C’è anche chi ricorda come negli anni’80 ci fosse un servizio di traghetti che funzionava bene e permetteva il libero passaggio sia alle macchine che alle barche. Una soluzione forse dura da far digerire agli automobilisti amegliesi e ai bar e ristoranti che dalla vicinanza con il ponte traevano vantaggio.
«Ma qua la gente viene per i servizi turistici che offriamo noi - sottolinea Rossella Campice di Marina 77 -e solo dopo si ferma anche nei bar della zona. Se scappano i nostri clienti qua è finito tutto». «Sono disposto anche a stare fermo per qualche mese e fare cassa integrazione - dice Diego Ventarelli di Porto Carolina - a patto che però quel tempo serva a costruire un’opera duratura una volta per tutte. Certo non posso dire ai miei clienti che da oggi devono aspettare degli orari stabiliti per uscire in barca. Il giorno dopo se ne andrebbero e allora chiuderei bottega e mandare a casa quattro dipendenti, più due stagionali . E come me tutte le persone che sono qua stasera».
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