Sicurezza
I balneari contro il megaripascimento
Gazzoli e Ragaglini: i geotubi sono ancora ko, così rischiamo di buttar via tonnellate di materiale
MASSA
E’ stato per anni il loro grido di battaglia: ripascimento, ripascimento. Eppure adesso i balneari di sabbia non ne vogliono, neppure un granello. E il fatto che la chiatta abbia fatto capolino sul litorale li preoccupa e parecchio.Il ripascimento, infatti, è l’ultima fase dei lavori antierosione: lo step definitivo, dopo quello più nulla. Bene, loro, gli uomini di mare, sono convinti che la sabbia debba arrivare sulla costa solo e unicamente a lavori finiti. E - lo dicono a chiare lettere - «i lavori finiti non sono». Traducono il concetto Maurizio Ragaglini e Stefano Gazzoli, presidente e vice di Riviera Apuana: «I setti sono ancora rotti, storti, interrotti in lunghi tratti. Senza un intervento di ripristino, il rischio è che i metri cubi di sabbia se ne vadano». Una posizione che i balneari hanno formalizzato anche di fronte ad Osvaldo Angeli, presidente della Provincia e Fabrizio Magnani, assessore a Palazzo ducale, con delega ai lavori al mare. «L’incontro - e mettono i puntini sulle “i” - si è concluso con l’impegno a stendere un cronoprogramma. Invece nulla: cumuli di sabbia al porto di Marina di Carrara e una chiatta in azione, ma neanche un’informazione».
Non solo - questa l’idea dei balneari - un ripascimento prematuro, ma anche mal fatto: «La chiatta pesca troppo e non riesce a raggiunge la riva, davanti al bagno Palmo Mare , la sabbia è finita in acqua». La Provincia punta dritta verso la fine lavori. Obbiettivo: giugno. I balneari, invece, fanno un passo avanti e superano gli schieramenti di categoria: «Comunque vada la partita delle aste, l’impegno è valorizzare il litorale e senza interventi ai geotubi rischiamo di gettare via sabbia e denaro».
L’idea, insomma, è che quel che accade in riva al mare non sia solo a vantaggio o svantaggio degli operatori, ma di un’intera collettività. Alla Provincia - Gazzoli e Ragaglini sono portavoci di tutti i balneari - poche forti richieste:«Lavori ai geotubi (perchè a noi non risulta che siano stati fatti), un programma e, in caso di qualsiasi variazione del progetto originario, il coinvolgimento delle altre istituzioni». Comune e Regione. Insomma, no al ripascimento se il rischio è quello che un grande investimento si trasformi nell’ennesimo inutile intervento tampone. (c.s.)
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