Il Tirreno

DICO NO A PROPOSTE AL RIBASSO

di MASSIMO CALEO*

Area medica: medicina, cardiologia riabilitativa, pneumologia ( e in arrivo geriatria). Area chirurgica: chirurgia generale, urologia, ortopedia, oculistica, anestesia e rianimazione. Servizi: pronto...

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"Area medica: medicina, cardiologia riabilitativa, pneumologia ( e in arrivo geriatria). Area chirurgica: chirurgia generale, urologia, ortopedia, oculistica, anestesia e rianimazione. Servizi: pronto soccorso, laboratori, radiologia e ambulatori vari, oltre al polo riabilitativo Don Gnocchi .

Oggi l'ospedale di Sarzana è innanzitutto questo: un struttura organizzata dove lavorano centinaia tra medici, infermieri, tecnici che garantiscono prestazioni di buon livello che, in alcuni casi, hanno favorito la mobilità attiva di pazienti provenienti da altre regioni.

Certo il trasferimento di ostetricia e ginecologia, peraltro subìto, resta una ferita aperta ma non per questo si può asserire che la nostra struttura ospedaliera sia moribonda.

Nessuno nasconde la preoccupazione di fronte al blocco generale delle assunzioni, ai colpi costantemente inferti alla sanità e ai ritardi nella concessione di deroghe per il personale, come nel caso dei 3 anestesisti necessari che hanno determinato la temporanea diminuzione delle ore nelle sedute operatoria a Sarzana come alla Spezia.

Su questo fronte mi sto battendo affinché l'assessorato regionale alla sanità assuma decisioni non più rinviabili, che ricomprendono anche la questione dei primariati di medicina (in questo caso il concorso si concluderà il 6 di marzo) e di chirurgia.

E' però indubbio che nella nostra Asl, con o senza il nuovo ospedale della Spezia, ci sia una carenza importante di posti letto rispetto agli standard regionali: oltre 100 posti in meno. Ad oggi, su questo aspetto sono in attesa che la Regione metta le carte in tavola e che lo faccia presto come ho ribadito più volte anche pochi giorni fa, chiedendo l'urgente convocazione del Comitato ristretto dei sindaci per fare la necessaria chiarezza, eliminando le opacità che ancora esistono: se così non fosse ognuno si assumerà le proprie responsabilità. E' infatti giunto il momento di definire il numero complessivo dei posti letto da assegnare a Sarzana e la loro suddivisione tra area medica e chirurgica secondo una moderna concezione dell'organizzazione ospedaliera. Di certo non accetterò proposte al ribasso, che non contengano forti elementi di innovazione in materia di tutte le discipline chirurgiche che, come vuole una sanità moderna ed efficiente, mirino a spostare non il malato ma l'èquipe. Pensiamo ad esempio al fatto che se a Sarzana dovrà trovare spazio la cosiddetta chirurgia in week-day che rappresenta l'80% degli interventi chirurgici, vale a dire la chirurgia programmata di tutta l'Asl, relativa a ricoveri brevi ma per tutte le specialità compresa ostetricia e ginecologia, questa si rivelerà un'opportunità importante di contrasto alle fughe di pazienti in altre regioni, oltre a garantire il pieno utilizzo di tutte le sale operatorie del San Bartolomeo. Stessa prospettiva dovrà essere applicata all'area medica. Quindi, attualmente, parlare di spostamenti è del tutto prematuro e in ogni caso nuove eventualità saranno discusse con le Istituzioni, le forze sociali e la città intera.

*Caleo è sindaco di Sarzana

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