Proteste
«Costretti al fermo dalle minacce»
Gli autotrasportatori Cna e Confartigianato: già ottenuti risultati soddisfacenti
CARRARA
Gli autotrasportatori in assemblea lo hanno detto a chiare lettere: «Siamo stati costretti dalle minacce ad un fermo che ci ha sottratto risorse».
L’elemento delle minacce era già emerso, nei giorni difficili del fermo dell’autotrasporto, e ora è stato ribadito.
E’ stato il timore delle rivendicazioni annunciate con atteggiamenti minacciosi e attestate da atti vandalici, ad aver quindi indotto la gran parte degli autotrasportatori a non muovere i loro mezzi nel corso del fermo dal quale la quasi totalità delle Confederazioni nazionali aveva preso le distanze.
Questa l’indicazione principale emersa nel corso di una assemblea congiunta di Fita Cna e Confartigianato trasporti.
L’incontro ha offerto l’occasione di far emergere l’intero disagio della categoria. Le difficoltà nell’accesso al credito, l’impennata del costo gasolio, l’aumento dei costi di manutenzione, dei ricambi, degli pneumatici ed in particolare una certa tendenza della committenza ad evitare i parametri e le indicazioni di legge, hanno portato ad un passo dalla disgregazione un settore da cui dipende il funzionamento dell’economia dell’intero paese, considerato che in Italia si trasporta su gomma l’80% delle merci.
Franco Coppelli e Mauro Squarcia presidenti regionali di Fita Cna e Confartigianato trasporti hanno rimarcato l’inutilità di un fermo che ha aumentato il disagio delle imprese senza offrire la più piccola contropartita dal governo in quanto nei giorni precedenti tutte le sigle aderenti a Unatras avevano già ottenuto risultati non ancora ottimali ma soddisfacenti.
In sostanza il ministro Passera ha accordato ai trasportatori il recupero immediato delle accise relative al 2011 e quello trimestrale per il 2012; la riduzione dei divieti di circolazione; la ripartizione del fondo di 400 milioni finalizzato alla riduzione dei pedaggi, delle assicurazioni; altre agevolazioni quali la riduzione dell’Inail e il recupero forfettario delle spese non documentate. Il ministro si è anche impegnato a far applicare tempestivamente le sanzioni alla committenza che non rispetta i costi minimi di sicurezza contro i quali Confindustria aveva fatto, inutilmente ricordo al Tar del Lazio.
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